Home Perugia Inaugurazione dell’anno giudiziario, il distretto umbro tra criminalità ed emergenze sociali

Inaugurazione dell’anno giudiziario, il distretto umbro tra criminalità ed emergenze sociali

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Il Procuratore Generale Sergio Sottani

Nella relazione del Procuratore generale Sergio Sottani i nodi della sicurezza, della violenza di genere, del disagio giovanile e del sistema penitenziario

Un distretto giudiziario attraversato da criticità strutturali, nuove fragilità sociali e fenomeni criminali complessi. È il quadro che emerge all’apertura dell’Anno giudiziario 2026 dalle relazioni presentate a Perugia, con particolare riferimento all’analisi del Procuratore generale Sergio Sottani, che ha tracciato un bilancio dell’attività svolta nel periodo compreso tra il 1° luglio 2024 e il 30 giugno 2025.

La relazione restituisce l’immagine di una giustizia chiamata a operare in un contesto di crescente pressione, segnato dall’aumento dei procedimenti, dall’incidenza dei reati contro la persona e il patrimonio e da un carico di lavoro che si innesta su carenze di organico e difficoltà organizzative già note.

Sicurezza e criminalità diffusa

Sul fronte della sicurezza, uno dei dati più significativi riguarda l’incremento dei furti in abitazione, cresciuti di circa il 32% nel periodo considerato. Si tratta di reati che destano particolare allarme sociale e che risultano complessi da contrastare anche per l’elevata incidenza di procedimenti a carico di ignoti: 8.475 procedimenti su 9.330 iscritti complessivamente nello stesso arco temporale.

Persistono inoltre dati preoccupanti in materia di traffico di sostanze stupefacenti. Nel triennio 2023-2025, un monitoraggio promosso dalla Procura Generale ha evidenziato il sequestro di oltre 3,7 chilogrammi di droga all’interno delle quattro carceri umbre, intercettati dalla Polizia penitenziaria. L’andamento dei flussi di affari conferma una domanda costante: dopo il calo registrato nel 2024 (511 procedimenti contro i 583 del 2023), nel 2025 si è tornati a crescere, con 622 procedimenti iscritti in materia di stupefacenti.

Violenza di genere e tutela delle vittime

Ampio spazio è dedicato alla violenza di genere, ambito nel quale il distretto umbro conferma un’attenzione costante. Nel periodo tra luglio 2024 e giugno 2025, alla sola Procura di Perugia sono stati iscritti 516 procedimenti, con 109 richieste di misure cautelari, prevalentemente allontanamenti dalla casa familiare o divieti di avvicinamento, fino alla custodia cautelare nei casi di violazione.

Il sistema di monitoraggio attivato presso le Procure evidenzia un aumento costante dei fascicoli, in linea con la tendenza nazionale. Anche a Terni e Spoleto l’attività giudiziaria si è adeguata alla crescita dei casi: a Terni i procedimenti risultano quasi raddoppiati negli ultimi due anni, mentre a Spoleto sono stati registrati 331 procedimenti da “codice rosso”, con 42 misure cautelari ottenute.

La relazione sottolinea come l’inasprimento delle pene non sia di per sé sufficiente a prevenire le condotte più gravi, come dimostrano i recenti casi di femminicidio verificatisi nel territorio, richiamando la necessità di interventi culturali e formativi.

Minori e disagio giovanile

Non meno allarmante è il fenomeno della delinquenza minorile. I dati segnalano un incremento dei procedimenti a carico di minori, spesso coinvolti in episodi di violenza, devianza digitale e reati contro la persona. L’ambiente digitale e il web, compreso il dark web, svolgono un ruolo centrale in queste dinamiche.

In questo contesto si inserisce il progetto “Giovani e territorio – Mappatura e intervento sul disagio giovanile”, avviato nel maggio 2025 in collaborazione con il Comune di Perugia e l’Università degli Studi di Perugia. La prima fase di analisi ha esaminato 97 sentenze di primo grado emesse nel 2025, riguardanti 124 imputati minorenni, in larga prevalenza maschi, con età media di 15 anni. Oltre il 90% dei fatti contestati rientra nella categoria dei delitti, soprattutto contro il patrimonio e contro la persona, spesso commessi in gruppo e in più occasioni.

Sul piano processuale, emerge la centralità degli strumenti propri del sistema penale minorile: nel campione analizzato, la messa alla prova e le valutazioni psicologiche hanno rappresentato strumenti determinanti, con esiti prevalentemente attenuanti. Il 94% dei minori è stato assolto, mentre solo il 5,6% ha subito una condanna.

Infiltrazioni mafiose e rischio economico

Sul fronte della criminalità organizzata, le indagini confermano la presenza di infiltrazioni mafiose silenti, capaci di incidere sui flussi economici attraverso riciclaggio, narcotraffico e investimenti illeciti. Il rischio riguarda in particolare i settori produttivi più esposti e l’utilizzo dei fondi pubblici, come quelli destinati alla ricostruzione post-sisma.

In questa direzione si collocano le iniziative di coordinamento interregionale promosse dalla Procura Generale, tra cui la creazione di un Osservatorio sul caporalato e sugli infortuni sul lavoro, volto a monitorare e contrastare lo sfruttamento dei lavoratori e le nuove forme di criminalità economica.

Carceri umbre e sicurezza interna

Il tema penitenziario rappresenta una priorità assoluta. Dal 2021 al 2025 gli ingressi di detenuti arrestati in Umbria sono diminuiti, passando da 648 a 510, ma nello stesso periodo la popolazione detenuta è aumentata, raggiungendo 1.675 detenuti al 1° dicembre 2025, a fronte di una capienza regolamentare di 1.339 posti, con un sovraffollamento del 25%.

Preoccupanti anche i dati relativi alla sicurezza interna: nel 2025 si sono registrate 84 aggressioni fisiche al personale di Polizia penitenziaria, 21 casi di introduzione di sostanze stupefacenti e 24 episodi di rinvenimento di coltelli rudimentali. Particolarmente significativo l’aumento dei telefoni cellulari sequestrati, passati da 73 nel 2024 a 104 nel 2025, con un incremento superiore al 42%.


Il quadro della Corte d’Appello: organici, PNRR e strutture

Accanto all’analisi dei fenomeni criminali, la Corte d’Appello di Perugia ha richiamato l’attenzione sulle criticità organizzative e strutturali del sistema giudiziario. Pur operando in un contesto di carenza di risorse, il distretto è riuscito a mantenere buoni standard di efficienza e produttività, in particolare nel settore civile, dove gli obiettivi di smaltimento dell’arretrato fissati dal PNRR sono stati raggiunti con largo anticipo.

Restano tuttavia forti scoperture di organico, sia tra i magistrati sia nel personale amministrativo, con difficoltà accentuate in alcuni uffici come il Tribunale di Spoleto e nella Sezione penale della Corte d’Appello. A ciò si aggiungono le incertezze legate al futuro degli addetti all’Ufficio per il processo e alla magistratura onoraria.

La Corte ha inoltre fatto il punto sugli interventi di edilizia giudiziaria in corso e programmati, finanziati in gran parte con fondi del PNRR, e sulle criticità strutturali del Palazzo di Giustizia di Perugia, interessato da interventi di miglioramento sismico. Un quadro che evidenzia come, accanto alle emergenze criminali e sociali, la tenuta della giustizia passi anche da investimenti, risorse e scelte organizzative di lungo periodo.