I lavoratori delle cementerie manifestano in piazza

Per difendere il lavoro, preoccupati dello spengimento dei forni a Ghigiano e per l’incertezza di entrambe le cementerie

Salvare l’occupazione messa a rischio dai rincari dei costi energetici, esprimere amarezze e preoccupazioni per il clima d’ incertezza che coinvolge migliaia di lavoratori di entrambe le cementerie e assieme a loro dei lavoratori dell’indotto.

E’ questo il grido di allarme lanciato dai lavoratori, che ha dato vita alla manifestazione di Sabato 30 Aprile organizzata al parcheggio del Teatro Romano a partire dalle 10.

La Prefettura ha già autorizzato una trentina di mezzi, di partecipanti – di lavoratori delle cementerie e di quelli dell’indotto , sono previste diverse presenze di Istituzioni, tra questi il vice presidente del Consiglio regionale Michele Bettarelli, il consigliere regionale e segretario del Pd umbro Tommaso Bori, il sindaco Filippo Stirati, assieme al collega di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, assieme ai dirigenri di tutte le sigle sindacali riunite.

Le maestranze delle cementerie riferendosi agli esiti di uno studio sulla qualità dell’aria a Gubbio, commissionato dal comune al Cnr e all’Umnniveristà La Sapienza, che ha confermato i dati Arpa di una buona qualità dei parametri ambientali, hanno dichiarato ” manifesteremo per difendere il nostro lavoro ed evitare il declino irreversibile della nostra città, perché siamo certi che salute, ambiente, sicurezza e lavoro possono convivere, come avviene in ogni luogo civile del mondo” ed hanno aggiunto “I costi energetici e della CO2 stanno mettendo in ginocchio la manifattura Italiana e anche le industrie eugubine stanno soffrendo questa crisi epocale. Tra lavoratori diretti e indotto, le cementerie rappresentano a Gubbio il 28% del Pil, occupando oltre 1.500 persone“.

Durante la manifestazione di sabato saranno consegnate al sindaco 1500 firme raccolte tra i lavoratori per chiedere un cambio di passo, a partire dal ritiro del ricorso al Tar presentato dal Comune contro la determina della Regione, che dava il via libera all’uso di css nei cementifici.