Il corpo senza vita di un 29enne di origini marocchine rinvenuto dal padre. Indagini in corso sulle cause del decesso, tra le ipotesi anche l’uso di sostanze stupefacenti
Un giovane di 29 anni è stato trovato senza vita dal padre all’interno dell’ex stabilimento Sai, a Passignano sul Trasimeno. L’uomo lo cercava da giorni, senza riuscire ad avere sue notizie, finché nel pomeriggio di martedì 22 ottobre ha fatto la tragica scoperta.
Il corpo era riverso a terra, in un ambiente segnato dal degrado e dall’abbandono.
Le indagini sono in corso per chiarire le cause del decesso. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti ci sarebbe anche quella di un’overdose, ma solo l’autopsia e gli esami tossicologici disposti dal magistrato di turno potranno fornire certezze. La notizia ha scosso profondamente la comunità di Passignano, dove il giovane, di origini marocchine, era conosciuto.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco, Sandro Pasquali, con un messaggio pubblicato sui social:
«È morto un ragazzo, di 27 anni. Le prime notizie dei media parlano di overdose. Sulle cause che portano a questo potremmo discutere a fondo, senza trovare, purtroppo, soluzioni logiche.
Di logico c’è, però, un dato di fatto, tremendo, scontato per quanto grave: quando la droga entra nelle famiglie, le distrugge, come un male, le lavora nel profondo portandole in una situazione di estrema fragilità, che viaggia tra la consapevolezza e la distorsione della realtà.
Quando un ragazzo muore, perdiamo tutti. […]
È morto un ragazzo di 27 anni, e scopriamo che anche nella provincia, dove tutto appare migliore, diverso dalla città, più vivibile, il mondo piomba addosso mostrando il suo lato peggiore. […]
Alla famiglia, agli amici, alla comunità che si è stretta intorno alla famiglia, un abbraccio sincero».


































