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Fontivegge e Bellocchio, locali sfitti affidati al terzo settore: la giunta accelera sulla rigenerazione

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Avviso pubblico per acquisire spazi in comodato gratuito fino al 2030. Stanziati 12mila euro l’anno: “Presìdi di socialità per contrastare degrado e desertificazione commerciale”

Nuove misure per contrastare la desertificazione commerciale e ridare vitalità a due dei quartieri più fragili della città. La giunta comunale ha approvato un provvedimento che punta a intervenire sull’elevata concentrazione di spazi sfitti a Fontivegge e Bellocchio, con l’obiettivo di avviare una rigenerazione che sia insieme economica e sociale.

Il modello di riferimento è quello già sperimentato con risultati positivi in via del Macello e recentemente rilanciato anche da una deliberazione del Consiglio comunale che ne ha chiesto l’estensione all’area di piazza del Bacio. La formula prevede la concessione in comodato gratuito di locali commerciali inutilizzati ad associazioni ed enti del terzo settore, affinché diventino presìdi stabili di cultura, partecipazione e solidarietà.

Attraverso un avviso pubblico, il Comune andrà a reperire immobili di proprietà privata nell’area di piazza del Bacio e nella vicina via Fontivegge. Gli spazi saranno acquisiti in comodato modale: uso gratuito, con rimborso ai proprietari dei tributi e degli oneri condominiali ordinari. I contratti avranno durata fino al 30 giugno 2030, ma con una clausola che consentirà ai proprietari di rientrare in possesso dell’immobile in caso di vendita o nuova locazione commerciale, così da non frenare un’eventuale ripresa del mercato.

Successivamente, i locali saranno assegnati tramite procedure ad evidenza pubblica a enti del terzo settore in grado di garantire una presenza attiva e continuativa, anche negli orari in cui uffici e negozi sono chiusi. Non semplici sedi associative, ma spazi aperti alla città: aule studio, laboratori artistici, sale prove, attività formative, iniziative legate alla grafica e alla tecnologia. L’obiettivo è favorire la permanenza dei giovani nell’area anche oltre l’orario delle lezioni, in sinergia con realtà come l’Its insediato nell’ex scalo merci.

Soddisfazione per gli indirizzi approvati è stata espressa dagli assessori Fabrizio Croce e Alessandra Sartore.

Croce, con delega ai rapporti con le associazioni, sottolinea l’importanza di rendere strutturale la presenza di spazi di socialità nei quartieri più complessi: valorizzare il tessuto associativo significa sostenere chi investe nel territorio e offrire ai residenti occasioni concrete di aggregazione e partecipazione.

L’assessora al bilancio Sartore evidenzia la sostenibilità dell’intervento: per il progetto sono stati stanziati 12mila euro annui per il triennio 2026-2028, risorse ritenute necessarie per contrastare l’abbandono e accompagnare un percorso di rigenerazione urbana duraturo.

La partita ora si gioca sull’attuazione concreta del piano. Per Fontivegge e Bellocchio, quartieri da tempo al centro del dibattito pubblico, la riapertura delle serrande potrebbe rappresentare il primo passo verso una nuova stagione di presidio sociale e rilancio economico.