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Fondazione Perugia arricchisce le proprie collezioni con il dittico di Pietro Perugino

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Presentate a Palazzo Graziani e Palazzo Baldeschi le due tavole tornate alla fruizione pubblica, al centro di studi storico-critici, indagini diagnostiche e di un più ampio percorso di tutela del patrimonio umbro

Un nuovo tassello si aggiunge al percorso di valorizzazione del patrimonio storico-artistico umbro promosso da Fondazione Perugia. Giovedì 11 dicembre, nella Sala delle Colonne di Palazzo Graziani e successivamente a Palazzo Baldeschi, si è svolta la presentazione dedicata a Il dittico di Pietro Perugino e le acquisizioni di Fondazione Perugia, iniziativa realizzata insieme a Fondazione CariPerugia Arte e seguita da un pubblico numeroso e qualificato.

Protagonista dell’incontro il dittico composto dalle due tavole raffiguranti Cristo coronato di spine e la Vergine, attribuite a Pietro Vannucci e recentemente acquisite da Fondazione Perugia all’asta Dorotheum di Vienna del 22 ottobre 2024. Un’operazione che assume il valore di un atto di tutela e valorizzazione, restituendo alla fruizione pubblica opere rimaste per lungo tempo in collezioni private straniere.

Alla presentazione sono intervenuti Alcide Casini, Presidente di Fondazione Perugia, insieme agli storici dell’arte Francesco Federico Mancini, Antonio Natali, Gianluca Poldi dell’Università degli Studi di Udine e Vittoria Garibaldi. I relatori hanno ricostruito la complessa vicenda storico-critica del dittico, soffermandosi sugli esiti delle ricerche attributive e sul valore delle due tavole come caso di studio significativo per l’analisi della fase matura del Perugino, tuttora oggetto di un articolato dibattito scientifico.

Il presidente Alcide Casini

Nel corso degli interventi è stato ricordato come le opere siano state esposte in più occasioni internazionali – da Campione d’Italia nel 2011 a Parigi nel 2014, fino a Perugia nel 2023 – sempre con attribuzione al Maestro. L’ingresso del dittico nelle collezioni di Fondazione Perugia si inserisce in una strategia di lungo periodo dedicata alla salvaguardia del patrimonio artistico regionale e, in particolare, alla valorizzazione della figura del Perugino, centrale per la storia culturale dell’Umbria. A questo percorso appartengono anche precedenti acquisizioni di rilievo, come la Madonna con Bambino e due cherubini e il San Girolamo penitente.

Ampio spazio è stato riservato all’analisi degli influssi della cultura veneziana di fine Quattrocento, riconoscibili nelle due tavole e messi in relazione soprattutto con la produzione di Alvise Vivarini. Questi elementi consentono di collocare il dittico nel contesto del soggiorno veneziano del Perugino negli anni 1494–1495, periodo in cui l’artista fu impegnato nella decorazione della Sala del Gran Consiglio di Palazzo Ducale.

Durante il convegno sono stati illustrati anche i risultati della recente campagna di indagini diagnostiche promossa da Fondazione Perugia. Le analisi hanno messo in luce una pittura a velature sottili, una craquelure coerente con la tecnica a olio e l’uso di pigmenti tradizionali come vermiglione, biacca, terre naturali e composti a base di rame e carbonio. Particolare attenzione è stata riservata al rivestimento in cuoio marrone decorato in oro, elemento che ha contribuito alla buona conservazione delle tavole, insieme alla documentazione dei restauri antichi e moderni e delle tracce di attività xilofaga oggi stabilizzata.

La presentazione si è conclusa con una riflessione condivisa sul valore culturale dell’acquisizione, considerata un arricchimento significativo per il percorso espositivo di Palazzo Baldeschi e un ulteriore contributo alla conoscenza e alla valorizzazione di uno dei capitoli più rilevanti della storia artistica umbra.