
Il pubblico dell’Ite Scarpellini e della Media “Gentile de Foligno”
Con il quarto appuntamento la stagione dei concerti della Gioventù Musicale entra nel vivo della sua programmazione. Il direttore artistico e fondatore, Giuseppe Pelli, di fronte a una richiesta sempre esorbitante di giovani spettatori ha pensato bene di scaglionare le presenze, calmierando gli accessi: una parte di classi per volta, per non saturare il pur vasto ambiente di giovani ascoltatori “formicolanti” e mormoranti. Anche perché il concerto di questa mattina era tra i più preziosi che si potessero avere, con le rarefatte sonorità di due flauti, due musicisti che sono padre e figlio. Molto significativo vedere Roberto Cilona, un veterano dello strumento, suonare in duo col figlio Marco, giovanissimo rampollo, che insignito di diplomi del Conservatorio romano di Santa Cecilia, è anche studente di giurisprudenza alla Sapienza. Una formula piuttosto in linea con i principi della valorizzazione dei giovani, ma anche l’allineamento con le generazioni più mature, visto che i Cilona hanno scelto di farsi accompagnare da un pianista di eccellenza come Marco Grisanti, musicista di raffinata ed esauriente competenza. La mattinata musicale, ha ricordato Pelli all’inizio del concerto, aveva una particolare valenza perchè cadeva alla vigilia della ricorrenza di santa Cecilia, celebrata in tutto il modo come patrone dei musicisti. Di godibile leggerezza erano le musiche scelte per questa occasione, una Triosonata di Bach, la BWV 1039, enucleata dallo stesso Grisanti in una complessa spiegazione rivolta ai giovani ascoltatori.

Con una serie di esemplificazioni Grisanti ha cercato in qualche modo di illustrare le componenti di un contrappunto che per Bach era dimensione naturale, ma per noi moderni ascoltatori è oggetto di studio e di analisi. Più agevole poi, convincere il pubblico a seguirlo nella deliziosa “Petite suite” con cui Debussy nel 1888 iniziava la sua fortunata carriera. Era la vigilia dell’Expo Universelle con cui Parigi si aprì alla modernità con una accentuata apertura alle novità che venivano dall’estremo oriente indocinese. Da lì sarebbero scaturiti i suoni suggestivi delle formazioni strumentali balinesi, da cui lo stesso Debussy estrasse succhi preziosi e aromi che sarebbe diventati caratterizzanti della sua musica. In questa piccola suite adattata ai due flauti dall’originale per pianoforte a quattro mani, si avverte invece la infatuazione per la poesia di Verlaine, in particolare, come ricordava Grisanti, delle “Fetes galantes”. Di qui l’ondeggiare sinuoso e sensuale del pezzo iniziale “En bateau”, antesignano dei climi di incantamento dei successivi chiarori lunari. Nel secondo quadro, “Cortège”, Scaramuccia e Colombina, vestiti di nero, gesticolano verso la luna mormorano le loro poesie, mentre gli uccelli sognano sui rami degli alberi e gli zampilli d’acqua gorgogliano in estasi. Tutto il futuro armamentario ideologico di forme e colori del simbolismo è già presente in questo piccolo capolavoro che si poteva ascoltare in una esecuzione impeccabile, in attesa degli approfondimenti che i docenti presenti sapranno trarre nelle oro riflessioni coi ragazzi. Perché questi concerti sono solo il movente di un successivo dibattito che va discusso in classe, come commento e come arricchimento al concerto, questo è lo scopo della Gioventù Musicale e su questo si sta misurando da anni il maestri Pelli nell’offrire elle giovani generazioni continui stimoli alla crescita attraverso la musica.

Rivolto alla vasta platea il presidente Pelli ha ancora una volta voluto ricordare come la Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno da anni metta a disposizione degli studenti una nutrita quantità di borse di studio che si guadagnano attraverso uno specifico concorso su un tema ogni anno proposto. Sono già novantamila euro che sono entrati nelle tasche dei giovani aspiranti, trecento euro per ogni vincitore. Per questa edizione il tema assegnato è la rievocazione di una figura che molto ha dato ai corsi di formazione della Gioventù Musicale, prima della sua prematura scomparsa, Daniele Dessì, stella incontrastata del palcoscenico lirico internazionale, che aveva raccolto a Villa Fidelia un nutrito gruppo di discepoli desiderosi di crescere all’ombra del suo magistero. Il destino ha deciso diversamente, ma i ragazzi che affronteranno questo tema potranno riflettere anche su come la sventura possa colpirti anche quando sei al massimo di una parabola ascensionale che ti aveva portato ad affermarti nel mondo, acclamata da tutti. Ci sarà tempo per conoscere e valutare questi elaborati. Nel frattempo ieri ci siamo goduti il finale della mattinata con un duetto di Franz Doppler, musicista amatissimo dai flautisti ed eseguito con molta eleganza da padre e figlio.

Prossimo appuntamento il 18 dicembre, alle undici come di consueto, con il coro di Voci Bianche del Conservatorio Morlacchi di Perugia diretto da Marta Alunni Pini, soggetto quanto mai congeniale all’imminente Natale.
Stefano Ragni











