Il 4 giugno si apre il confronto in aula: al centro presunti 20 milioni di euro di imposte non versate legate al regime fiscale dell’Università Niccolò Cusano
Il prossimo 4 giugno si aprirà una fase decisiva per Stefano Bandecchi, rinviato a giudizio nell’ambito di un’inchiesta per presunta evasione fiscale da circa 20 milioni di euro. L’indagine riguarda il periodo in cui era amministratore dell’Università Niccolò Cusano, ateneo privato con sede a Roma.
Secondo la Procura di Roma, l’università avrebbe usufruito delle agevolazioni fiscali previste per gli enti accademici pur svolgendo, in parallelo, attività ritenute di natura imprenditoriale e quindi soggette a tassazione ordinaria. Una circostanza che, qualora accertata in sede dibattimentale, configurerebbe un utilizzo indebito del regime fiscale agevolato.
Le contestazioni e il sequestro
Tra gli elementi oggetto di approfondimento figurano spese considerate dagli inquirenti non coerenti con le finalità istituzionali dell’ateneo: auto di lusso, imbarcazioni, viaggi e altre uscite ritenute estranee all’attività didattica e di ricerca. Le presunte irregolarità fiscali riguarderebbero il periodo compreso tra il 2018 e il 2022.
La somma contestata era già stata sottoposta a sequestro nel gennaio 2023 dalla Guardia di Finanza. Il provvedimento è stato successivamente confermato sia dal Tribunale del Riesame sia dalla Corte di Cassazione, consolidando l’impianto accusatorio nella fase preliminare.
La posizione della difesa
Di segno opposto la lettura dei legali di Bandecchi, Filippo Morlacchini e Alì Abukar. La difesa sostiene di aver depositato documentazione fiscale idonea a dimostrare la netta prevalenza dell’attività didattica e di ricerca rispetto a quella commerciale.
Secondo questa ricostruzione, l’ateneo avrebbe operato nel pieno rispetto della normativa, usufruendo legittimamente delle agevolazioni previste per le università, senza violazioni fiscali.
Un caso dal rilievo nazionale
All’uscita dal tribunale, Bandecchi ha liquidato la decisione del giudice con toni polemici, definendo le udienze preliminari «inutili». Una linea comunicativa improntata alla minimizzazione dell’inchiesta e alla volontà di spostare il confronto nel merito del dibattimento.
Il processo rappresenterà ora il passaggio centrale: l’accusa dovrà dimostrare che il regime agevolato sia stato utilizzato per coprire un’attività sostanzialmente commerciale; la difesa, al contrario, punterà a ribadire la natura prevalentemente accademica dell’università.
Il 4 giugno segnerà dunque l’avvio di una fase cruciale non solo per la posizione giudiziaria di Bandecchi, ma anche per la definizione dei confini fiscali tra attività universitaria e impresa privata nel sistema italiano.













