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Femminicidio Laura Papadia, chiesto il rinvio a giudizio a giudizio per Gianluca Romita

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La procura di Spoleto ricostruisce l’omicidio avvenuto in casa: strangolamento al termine di una lite, esclusa la premeditazione

La procura di Spoleto ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per Nicola Gianluca Romita, ritenuto responsabile dell’omicidio della moglie Laura Papadia, avvenuto il 26 marzo scorso nell’abitazione di via Portafuga, in pieno centro storico.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Claudio Cicchella, ha escluso l’ipotesi della premeditazione. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il femminicidio sarebbe maturato al termine di una lite, durante la quale l’uomo avrebbe aggredito la 36enne, gettandola a terra e strangolandola con le mani e con un indumento della donna.

Dopo il delitto Romita avrebbe contattato la sua ex moglie, residente in Sardegna, che ha avvisato le forze dell’ordine. I carabinieri si sono inizialmente recati nell’abitazione di Senigallia, dove la coppia aveva vissuto in precedenza, per poi intervenire a Spoleto. Nel frattempo l’uomo aveva minacciato di togliersi la vita dal Ponte delle Torri. Dissuaso, è stato sottoposto a fermo e ha poi ammesso l’omicidio.

All’indagato viene contestato l’omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale. Come parti offese sono stati individuati il padre della vittima, i due fratelli e l’associazione “Per Marta e per tutte”, che potrà costituirsi parte civile. L’udienza preliminare è stata fissata per il 10 febbraio davanti al gup di Spoleto.