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FCU, Melasecche attacca: “No allo stop alla metro Terni-Sangemini-Acquasparta”

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Il capogruppo della Lega accusa la Regione di penalizzare il Ternano e annuncia interrogazioni e un esposto alla Corte dei Conti

La soppressione del servizio di metropolitana di superficie sulla tratta Terni-Cesi accende lo scontro politico in Consiglio regionale. A intervenire è il capogruppo della Lega all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Enrico Melasecche, che definisce la rinuncia al servizio “l’ennesimo gravissimo affronto della Regione nei confronti di Terni, stanca di marginalizzazioni”.

Secondo quanto ricostruito dal consigliere regionale in una nota, il progetto per il mantenimento in servizio dell’intera Ferrovia Centrale Umbra (FCU), da Sansepolcro a Terni, prevedeva parallelamente due servizi specifici per i due capoluoghi di provincia: la valorizzazione della tratta Perugia-Ponte San Giovanni quale metropolitana di superficie del capoluogo regionale e, sulla stessa linea, un servizio analogo Cesi-Terni, destinato – nella sua evoluzione – ad estendersi fino a Sangemini e Acquasparta.

Melasecche ricorda che i lavori per la realizzazione delle relative stazioni e dei necessari scambi ferroviari iniziarono alla fine degli anni Novanta, con importanti opere civili ed espropri, quando ricopriva l’incarico di assessore ai Lavori pubblici nella Giunta Ciaurro.

La ricostruzione degli anni Duemila

Nel primo ventennio del secolo, prosegue il capogruppo della Lega, il trasporto pubblico locale – sia su gomma sia su ferro – sarebbe stato segnato da decisioni “improvvide” e da “gestioni dissennate”, che nel “totale caos amministrativo” avrebbero portato al declino di Umbria Mobilità e della FCU, fino alla privatizzazione del servizio regionale.

Secondo Melasecche, le nuove normative in materia di sicurezza avrebbero imposto la chiusura dell’intera linea, su cui – sostiene – non veniva più effettuata la necessaria manutenzione, con traversine deteriorate e treni soggetti a deragliamenti.

Il confronto con Perugia

Il consigliere regionale evidenzia come, nella precedente legislatura, la ricostruzione della FCU abbia ricevuto un impulso decisivo e che quanto sta avvenendo oggi rappresenterebbe l’attuazione di decisioni già progettate e finanziate.

Ricorda inoltre che la metropolitana di superficie Ponte San Giovanni-Sant’Anna è stata aperta e inaugurata il 13 settembre 2022, mentre la realizzazione dell’analoga tratta Terni-Cesi sarebbe stata necessariamente legata alla ricostruzione complessiva della ferrovia.

Nei rapporti con RFI e Trenitalia, afferma Melasecche, non sarebbe mai stata messa in discussione la conferma del progetto originario, se non nella possibile revisione del numero delle stazioni, da ridurre per migliorare l’efficienza del servizio e, contestualmente, allungare la tratta fino a Sangemini e Acquasparta. Tra le ipotesi discusse anche l’attivazione di una stazione a Cardeto per intercettare l’utenza diretta in centro.

Interrogazioni e possibile mozione

Nel dicembre scorso, riferisce il capogruppo della Lega, l’assessore regionale De Rebotti avrebbe risposto a una prima interrogazione giustificando la soppressione del servizio con generiche difficoltà tecniche. Non avendo avuto ulteriori chiarimenti, Melasecche annuncia la presentazione di una seconda interrogazione e, se necessario, di una mozione.

“Obiettivi di tale portata politica e sociale non può deciderli autonomamente RFI, ammesso che siano stati decisi in quella azienda”, afferma Melasecche, che ricorda l’accordo raggiunto ai massimi livelli istituzionali per ottenere 163 milioni di euro dal PNRR e ulteriori 150 milioni destinati alla piena funzionalità e sicurezza dell’intera linea.

Secondo il consigliere regionale, l’eventuale rinuncia al servizio penalizzerebbe in modo diretto i tre comuni del Ternano coinvolti nel progetto. “Delle due l’una – sostiene – o l’assessore non si rende conto delle conseguenze di tale scelta oppure, sarebbe ancor più grave, se l’avesse accettata supinamente penalizzando ancora una volta l’Umbria del Sud”.

L’appello ai sindaci e l’esposto

Melasecche invita quindi i sindaci di Terni, Sangemini e Acquasparta ad attivarsi immediatamente, parlando di “ennesimo scippo” da parte di una Regione che, a suo dire, concentrerebbe risorse prevalentemente su Assisi e sul capoluogo di regione.

Nel comunicato vengono richiamate anche altre vicende, tra cui il ricorso al TAR relativo al progetto stadio-clinica di Terni e la situazione dell’ospedale cittadino.

Infine, il capogruppo della Lega annuncia la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti affinché vengano verificate le ragioni della “retromarcia” e l’eventuale danno erariale derivante dalla mancata realizzazione di un’opera per la quale sarebbero già state impiegate risorse rilevanti.