I sindacati denunciano il mancato rinnovo dei contratti e stipendi non adeguati alle nuove responsabilità professionali. L’11 giugno mobilitazione nelle due città
Contratti scaduti, stipendi considerati insufficienti e un ruolo professionale sempre più centrale nella sanità territoriale. Sono queste le ragioni che porteranno i farmacisti dipendenti umbri a manifestare giovedì 11 giugno davanti alle prefetture di Perugia e Terni.
La mobilitazione è stata proclamata da Filcams Cgil Perugia e Terni, Fisascat Cisl Umbria e Uiltucs Uil Umbria e coinvolgerà i lavoratori delle farmacie private aderenti a Federfarma e quelli delle farmacie speciali e comunali aderenti ad Assofarm.
A Perugia il presidio prenderà il via alle 10 in piazza Italia, mentre a Terni l’orario sarà comunicato nelle prossime ore. Le organizzazioni sindacali hanno annunciato che chiederanno un incontro ai prefetti per rappresentare una situazione che definiscono ormai insostenibile dal punto di vista salariale, professionale e contrattuale.
La protesta arriva in un momento particolarmente delicato per il settore. I farmacisti delle farmacie private attendono infatti il rinnovo del contratto nazionale Federfarma, scaduto nell’agosto 2024, e hanno già effettuato due scioperi nazionali, il 6 novembre scorso e il 13 aprile. Anche i lavoratori delle farmacie comunali e speciali attendono il rinnovo del proprio contratto, scaduto a dicembre 2024, e hanno proclamato uno sciopero per il prossimo 17 giugno.
Secondo Filcams, Fisascat e Uiltucs, le proposte avanzate dalle associazioni datoriali non sarebbero in grado di garantire un recupero reale del potere d’acquisto perso negli ultimi anni a causa dell’inflazione. Inoltre, i sindacati ritengono che non venga riconosciuta adeguatamente l’evoluzione della professione del farmacista.
Negli ultimi anni, infatti, le farmacie hanno ampliato in modo significativo i servizi offerti ai cittadini, diventando un presidio sanitario sempre più importante sul territorio. Vaccinazioni, telemedicina, test diagnostici e nuove attività assistenziali hanno incrementato le responsabilità dei professionisti del settore, chiamati a svolgere un ruolo sempre più strategico nel sistema sanitario.
Per le organizzazioni sindacali non è più accettabile che all’aumento delle competenze e delle attività richieste non corrispondano adeguati riconoscimenti economici e normativi.
Con i presidi dell’11 giugno, i farmacisti umbri intendono quindi rilanciare una richiesta chiara: contratti rinnovati, salari più adeguati e una valorizzazione professionale coerente con le funzioni che svolgono quotidianamente al servizio dei cittadini.





























