Gli interventi su una donna di 53 anni e un uomo di 41. Donatore individuato nello stesso ospedale e tempi di attesa inferiori alla media nazionale
Due trapianti di rene eseguiti con successo all’ospedale di Perugia e due pazienti che possono guardare a una nuova prospettiva di vita. Gli interventi confermano, secondo l’Azienda ospedaliera, l’elevato livello di competenza e integrazione raggiunto dalle diverse professionalità impegnate nel percorso trapiantologico.
I trapianti hanno riguardato una donna di 53 anni, seguita dal centro dialisi di Branca, e un uomo di 41 anni proveniente dal centro dialisi di Perugia.
La donna era in emodialisi dal dicembre 2022 ed era stata inserita nella lista attiva per il trapianto renale del Centro regionale trapianti di Perugia nel maggio 2025. L’intervento è stato effettuato nel luglio 2026, dopo un’attesa significativamente inferiore rispetto alla media nazionale, indicata tra i due e i tre anni.
Il secondo paziente aveva invece sviluppato la patologia renale nel 2013. In emodialisi dall’aprile 2025, era entrato nella lista attiva per il trapianto nell’agosto dello stesso anno, beneficiando anche in questo caso di tempi di attesa particolarmente contenuti.
Per entrambi il decorso post-operatorio è stato regolare, con la ripresa della funzione del rene trapiantato. Le condizioni cliniche sono risultate ottimali sia al momento della dimissione sia durante il primo controllo ambulatoriale.
Dal prelievo al trapianto, tutto all’ospedale di Perugia
Particolarmente significativo è stato il percorso che ha portato ai due interventi. Il donatore è stato infatti identificato all’interno della stessa Azienda ospedaliera di Perugia grazie all’équipe diretta dalla dottoressa Elisabetta Franciosini, responsabile del Clt – Coordinamento locale procurement, organi, tessuti e trapianto, che segue il processo di donazione e prelievo degli organi nell’ospedale perugino, e alla dottoressa Francesca Timio, responsabile del programma di trapianto renale.
Il prelievo multiorgano è stato effettuato su una paziente ricoverata e deceduta nella Terapia intensiva diretta dal professor Edoardo De Robertis.
Entrambi i reni sono stati quindi allocati, prelevati e successivamente trapiantati nello stesso ospedale, permettendo una gestione particolarmente efficiente dell’intero percorso. Il processo di donazione e trapianto è stato diretto e supervisionato dal Coordinamento regionale trapianti dell’Umbria, di cui è responsabile il dottor Mauro Marchesi.
L’équipe multidisciplinare
L’intervento chirurgico è stato eseguito dal dottor Francesco Ciarleglio, direttore della Chirurgia epato-bilio-pancreatica e responsabile dell’équipe chirurgica, con l’assistenza del dottor Francesco De Santis e la collaborazione del chirurgo vascolare dottor Massimo Lenti e degli urologi diretti dal professor Ettore Mearini.
L’assistenza anestesiologica è stata garantita dalle dottoresse Patrizia Morettoni ed Elisa Scarponi, appartenenti al gruppo coordinato dal dottor Fabio Gori.
La degenza successiva al trapianto è stata invece gestita dall’équipe di Nefrologia con il coordinamento della dottoressa Chiara Taglioni, responsabile clinica della gestione pre e post-operatoria e del follow-up post-trapianto, e con la collaborazione del dottor Francesco Solano.
D’Urso: «Il primo ringraziamento alla donatrice e alla sua famiglia»
«Questi due trapianti rappresentano il risultato di un lavoro di squadra che coinvolge numerose professionalità altamente qualificate e confermano l’efficienza dell’organizzazione del percorso trapiantologico dell’Ospedale di Perugia», sottolinea Antonio D’Urso, direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia.
D’Urso rivolge però innanzitutto il ringraziamento alla donatrice e ai suoi familiari, che «nel momento più difficile e doloroso hanno compiuto una scelta di straordinaria generosità».
«La donazione di organi – prosegue il direttore generale – è un atto di grande altruismo che trasforma una perdita in una concreta possibilità di vita per altre persone. A loro esprimiamo la nostra più profonda riconoscenza».
Grazie alla donazione e al lavoro dei professionisti coinvolti, evidenzia ancora D’Urso, è stato possibile offrire ai due pazienti «una nuova prospettiva di vita», con tempi di attesa sensibilmente inferiori alla media nazionale e risultati clinici di particolare rilievo.
Proietti: «Risultato importante che ci rende orgogliosi»
Soddisfazione viene espressa anche dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.
«È un risultato davvero importante, che ci rende orgogliosi – afferma – soprattutto perché riguarda il percorso di e-procurement e trapianti sul quale stiamo lavorando con grande impegno, con l’obiettivo di offrire un’assistenza altamente specialistica, capace di rispondere ai bisogni dei nostri cittadini».
L’obiettivo, sottolinea la presidente, è anche quello di evitare ai pazienti umbri la necessità di rivolgersi a strutture fuori regione e, contemporaneamente, rendere il territorio sempre più attrattivo per professionisti e specialisti altamente qualificati.
Proietti conclude rivolgendo un invito ai cittadini a riflettere sull’importanza della donazione degli organi: «Un gesto di grande generosità che può salvare vite e dare speranza a chi è in attesa di un trapianto».






























