Dalla richiesta della sindaca Tardani alla replica di De Luca, fino al confronto tra Patto Avanti e centrodestra. Al centro del caso il progetto da 350mila metri cubi e il futuro del ciclo dei rifiuti in Umbria
Si accende lo scontro politico sull’ampliamento della discarica Le Crete di Orvieto. Nel giro di pochi giorni la vicenda ha coinvolto la sindaca Roberta Tardani, l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca, i partiti del Patto Avanti e i consiglieri regionali di opposizione.
L’ultimo intervento, in ordine di tempo, è quello della minoranza in Consiglio regionale, che contesta la posizione della Giunta Proietti e sostiene che la Regione abbia ancora la possibilità di intervenire sul progetto per ulteriori 350mila metri cubi. Una tesi opposta a quella espressa da De Luca, secondo il quale l’attuale procedimento deriva da scelte compiute durante la precedente legislatura e ormai recepite nella programmazione regionale.
La richiesta di Tardani: «Fermate l’ampliamento»
A riaccendere il confronto era stata il 30 agosto la sindaca di Orvieto Roberta Tardani, con una lettera aperta indirizzata alla presidente della Regione Stefania Proietti.
La prima cittadina aveva posto una questione più ampia rispetto al solo futuro della discarica: quale modello intende adottare l’Umbria per chiudere il ciclo dei rifiuti?
Tardani aveva ricordato che la precedente Giunta regionale aveva individuato nella termovalorizzazione una possibile risposta, riconoscendo all’attuale amministrazione la legittimità di aver abbandonato quella strada. Ma, secondo la sindaca, a quella decisione deve seguire l’indicazione di una soluzione alternativa concreta.
«Cambiare strada non può significare lasciare un vuoto», aveva scritto Tardani, chiedendo alla Regione di chiarire strumenti, tempi, costi e responsabilità del nuovo sistema.
Da qui la richiesta alla Giunta Proietti di «fermare sin da subito ogni ulteriore ampliamento della discarica», affinché Le Crete non diventi, secondo la sindaca, la risposta ordinaria alla mancanza di altre soluzioni.
De Luca: «Quelle scelte risalgono alla Giunta Tesei»
Il 31 agosto è arrivata la risposta dell’assessore regionale Thomas De Luca, che ha respinto le contestazioni e attribuito alla precedente amministrazione di centrodestra le scelte alla base dell’attuale procedimento.
Secondo l’assessore, l’istanza del gestore per l’ampliamento di 350mila metri cubi ricalca quanto previsto per Orvieto dalla Dgr 2 del 2022, successivamente recepita nel Piano regionale dei rifiuti approvato nel 2023.
De Luca sostiene che oggi la revoca o il ritiro della delibera non siano strade percorribili perché il gestore privato avrebbe maturato un «legittimo affidamento». Un intervento della Regione, secondo l’assessore, comporterebbe quindi un elevato rischio di risarcimento.
De Luca ha spiegato anche la differenza rispetto al 2022, quando un’altra istanza venne archiviata. All’epoca l’ampliamento di Orvieto era subordinato a quelli di Belladanza e Borgogiglione. Con l’autorizzazione e l’attivazione di questi ultimi, secondo l’assessore, quella condizione sarebbe venuta meno e la Regione sarebbe ora tenuta ad avviare il procedimento.
De Luca ricorda il voto favorevole di Tardani
Nella replica l’assessore ha chiamato direttamente in causa anche Tardani, ricordando il voto favorevole espresso dalla sindaca nel Cal il 16 novembre 2022 sul Piano regionale dei rifiuti.
De Luca ha inoltre sostenuto che il precedente Piano prevedeva la permanenza in attività di Le Crete anche nello scenario successivo alla realizzazione del termovalorizzatore.
Sul futuro del sistema regionale, l’assessore ha respinto l’accusa di immobilismo, rivendicando la riduzione del 23% del flusso dei rifiuti destinati alle discariche, la legge sull’economia circolare, il Piano per la prevenzione dei rifiuti e la proposta di revisione del Piano regionale di gestione integrata.
Patto Avanti contro il centrodestra
Nella stessa giornata è intervenuto anche il Patto Avanti, schierandosi a difesa delle scelte della Giunta Proietti e accusando il centrodestra per la gestione della precedente legislatura.
La coalizione di maggioranza ha sostenuto che alla fine del 2024 fosse stata lasciata un’autorizzazione straordinaria per l’ingresso di 50mila tonnellate di rifiuti extra-regionali, delle quali, secondo il Patto Avanti, soltanto l’8% era prodotto in Umbria.
La maggioranza ha inoltre contestato l’idea che il termovalorizzatore progettato dalla precedente amministrazione avrebbe consentito di chiudere le discariche, sostenendo che Le Crete sarebbe comunque rimasta una delle infrastrutture utilizzate dal sistema regionale.
Il Patto Avanti rivendica invece il blocco dell’afflusso di rifiuti extra-regionali, la tutela della capacità residua delle discariche e la scelta di puntare sull’aumento della raccolta differenziata e sul recupero di materia.
Il centrodestra: «Basta scuse, la Giunta può intervenire»
La controreplica è arrivata il 1 settembre dai consiglieri regionali di opposizione Donatella Tesei, Enrico Melasecche, Eleonora Pace, Paola Agabiti, Matteo Giambartolomei, Laura Pernazza, Andrea Romizi e Nilo Arcudi.
La minoranza contesta proprio la tesi di De Luca secondo cui le decisioni pregresse non potrebbero essere modificate.
«Se la Giunta Proietti ha potuto intervenire» sulla scelta del termovalorizzatore, affermano i consiglieri, allora può anche «revocare in autotutela la delibera regionale e decidere diversamente assumendosi le proprie responsabilità».
Per le opposizioni, inoltre, un atto di programmazione non equivale a un’autorizzazione e la precedente Giunta Tesei non avrebbe autorizzato l’ampliamento richiesto da Acea.
Il confronto sui rifiuti da fuori Umbria
Il centrodestra replica anche alle accuse della maggioranza sui rifiuti extra-regionali, sostenendo che le linee guida dell’assessore De Luca prevedano la possibilità di far arrivare da fuori Umbria 30mila tonnellate di rifiuti all’anno.
Le opposizioni chiedono quindi alla Regione di chiarire quale sia concretamente l’alternativa al termovalorizzatore: quale impianto sarà realizzato, quando entrerà in funzione, quanto costerà e attraverso quali risorse sarà finanziato.
È su questo terreno che le posizioni tornano a incrociarsi con le domande poste inizialmente da Tardani. Per la sindaca e il centrodestra occorre chiarire quale soluzione prenderà il posto del termovalorizzatore evitando nuovi ampliamenti; per De Luca e il Patto Avanti, invece, l’attuale amministrazione avrebbe già avviato una nuova strategia, mentre il procedimento su Le Crete sarebbe conseguenza della programmazione ereditata dalla precedente Giunta.
Sul futuro della discarica di Orvieto, dunque, lo scontro resta aperto, tanto sulla possibilità di fermarne l’ampliamento quanto sulle responsabilità politiche che hanno portato alla situazione attuale.






























