La consigliera regionale del Pd difende il cambio di strategia sui rifiuti: «L’attuale procedimento deriva dalla precedente programmazione. Avviare l’iter non significa anticiparne l’esito»
Il caso Le Crete continua ad alimentare il confronto politico regionale, ma per la consigliera del Partito democratico Letizia Michelini occorre distinguere le scelte che la politica può modificare dai procedimenti amministrativi già avviati sulla base di atti precedenti.
«Sui rifiuti stiamo cambiando paradigma, mentre il centrodestra, come sulla vicenda Le Crete, prova a riscrivere la storia», afferma Michelini intervenendo nello scontro sull’ampliamento della discarica di Orvieto.
Secondo la consigliera dem, le polemiche degli ultimi giorni sovrappongono infatti due livelli differenti: da una parte le decisioni politiche e di programmazione sulle quali una nuova maggioranza può imprimere il proprio indirizzo; dall’altra gli iter amministrativi e le posizioni giuridiche già maturate, che devono essere gestiti nel rispetto delle norme.
«Dove abbiamo potuto cambiare, abbiamo cambiato», sottolinea Michelini, rivendicando una netta discontinuità rispetto alla precedente amministrazione regionale.
Dal vecchio modello a “Umbria Circolare”
La nuova impostazione, spiega la consigliera, passa dall’aggiornamento del Piano regionale e dal disegno di legge “Umbria Circolare”.
L’obiettivo è ridurre innanzitutto la produzione dei rifiuti, migliorare quantità e qualità della raccolta differenziata e aumentare riciclo e recupero di materia. Solo ciò che resta al termine di questo processo dovrebbe essere destinato allo smaltimento.
In questa prospettiva, secondo Michelini, la discarica continuerà a essere necessaria soprattutto nella fase di transizione, ma non dovrà più rappresentare il fulcro del sistema.
La consigliera richiama anche i primi risultati attribuiti alla nuova politica regionale: nel 2025 i conferimenti complessivi nelle discariche umbre sarebbero diminuiti del 23%, mentre quelli provenienti da fuori regione si sarebbero più che dimezzati.
CSS, Michelini: «Valorizzare gli impianti che già esistono»
Un ruolo nella fase di transizione viene attribuito anche al CSS, combustibile solido secondario. Michelini respinge l’idea di un approccio ideologico nei confronti degli impianti e sostiene che la priorità debba essere quella di valorizzare le strutture già presenti sul territorio.
Se gli impianti umbri utilizzano già CSS proveniente da altre regioni, osserva, potrebbero impiegare quello ottenuto dai rifiuti prodotti in Umbria. In questo modo una parte di ciò che non può ancora essere recuperato come materia verrebbe sottratta allo smaltimento.
Michelini evidenzia anche la differenza sotto il profilo economico: un CSS che rispetta le caratteristiche richieste dal mercato può essere ceduto generando un ricavo, mentre conferire rifiuti in discarica o alla termovalorizzazione rappresenta un costo.
Il nodo dell’inceneritore di Terni
La consigliera del Pd affronta anche l’ipotesi di utilizzare l’inceneritore di Terni, sottolineando che la presenza di un impianto già esistente non renderebbe automaticamente conveniente questa soluzione.
Secondo Michelini, oltre ai costi di trattamento andrebbero considerati gli investimenti necessari per rendere la struttura tecnicamente idonea a ricevere e trattare direttamente determinate frazioni di rifiuto in alternativa al pulper.
Costi che dovrebbero essere ammortizzati e che finirebbero quindi per incidere sul conto complessivo del servizio.
«Il vecchio sistema ruotava attorno al termovalorizzatore»
Il confronto con la precedente amministrazione riguarda soprattutto il ruolo attribuito agli impianti.
Michelini sostiene che la Giunta di centrodestra avesse costruito la propria strategia intorno alla realizzazione di un nuovo termovalorizzatore, che giudica sovradimensionato rispetto alle esigenze regionali e potenzialmente gravoso dal punto di vista economico e ambientale.
L’attuale maggioranza, afferma, vuole invece ribaltare l’impostazione: non partire dall’impianto finale, ma ridurre progressivamente a monte la quantità di materiale che necessita di essere smaltito.
Una strategia che dovrebbe consentire anche di rallentare il riempimento delle discariche e prolungarne la vita utile.
Le Crete, lo scontro sulle responsabilità
È in questo quadro che Michelini colloca il procedimento riguardante Le Crete.
La consigliera ricorda che fu la precedente Giunta di centrodestra a prevedere un incremento delle volumetrie delle tre discariche strategiche di Belladanza, Borgogiglione e Le Crete, dando inizialmente priorità alle prime due perché più vicine all’esaurimento.
Belladanza e Borgogiglione sono state successivamente autorizzate all’ampliamento, mentre per il sito di Orvieto si è sviluppato un percorso amministrativo e contenzioso arrivato fino alla situazione attuale.
Per Michelini, quindi, il procedimento in corso non può essere considerato una nuova decisione politica della Giunta Proietti, ma è conseguenza di atti e iter maturati sulla base della precedente programmazione.
Una posizione che si inserisce direttamente nello scontro dei giorni scorsi, con le opposizioni regionali che hanno invece sostenuto che, dopo aver modificato la strategia sul termovalorizzatore, l’attuale Giunta abbia anche gli strumenti per intervenire sull’ampliamento de Le Crete.
«Istruire l’istanza non significa approvarla»
Michelini insiste però sulla distinzione tra programmazione politica e procedimento amministrativo.
Gli uffici regionali, spiega, hanno il dovere di esaminare l’istanza e verificarne i presupposti previsti dalla normativa. Ma l’avvio dell’iter non equivale a un via libera all’ampliamento.
«Avviare un procedimento significa rispettare le regole, non anticiparne l’esito», precisa la consigliera.
La politica può dunque cambiare le scelte per il futuro, sostiene Michelini, ma non può cancellare automaticamente situazioni amministrative e posizioni giuridiche maturate in precedenza.
La consigliera del Pd invita infine a riportare il confronto su un piano istituzionale e ad abbassare i toni. La questione sarà ulteriormente approfondita anche nella Commissione consiliare competente, dove il dibattito sul futuro del sistema regionale dei rifiuti e sul ruolo delle discariche è destinato a proseguire.


























