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Disagi ferroviari, il Consiglio regionale chiama in causa il Governo: approvata la risoluzione sui pendolari

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Immagine di tirachardz su Freepik

Mandato alla Giunta per riaprire il confronto con il Ministero dei Trasporti e le Regioni limitrofe. Maggioranza compatta, opposizione si astiene e attacca sul metodo

Il Consiglio regionale dell’Umbria torna a occuparsi delle criticità del trasporto ferroviario e dei disagi che quotidianamente colpiscono i pendolari umbri. Con i voti della maggioranza e l’astensione delle opposizioni, l’Aula ha approvato una proposta di risoluzione che impegna la Giunta regionale a sollecitare l’istituzione di un tavolo di confronto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le Regioni Umbria e Lazio, i comitati dei pendolari e le associazioni di categoria.

L’atto, presentato dalla presidente della Seconda commissione Letizia Michelini, punta a ottenere risposte strutturali sulle difficoltà dei collegamenti ferroviari regionali e interregionali, con particolare riferimento alla linea Roma–Terni e ai frequenti dirottamenti sulla linea lenta, causa di ritardi e sovraffollamenti.

Tra gli impegni indicati nella risoluzione figurano la richiesta a Trenitalia di tempi certi per la consegna dei nuovi convogli ordinati nel 2018, la riapertura del confronto con Rfi e Trenitalia sulle proposte regionali finora respinte, la verifica puntuale del contratto di servizio e il rafforzamento dei meccanismi di informazione e rimborso per gli utenti, anche attraverso indennizzi automatici per gli abbonati.

Nel corso del dibattito, Michelini ha richiamato le audizioni svolte in Commissione con il comitato “Vita da Pendolari” di Terni, che hanno evidenziato un peggioramento progressivo della qualità del servizio e l’assenza di certezze sui tempi di viaggio. «Il diritto alla mobilità – ha sottolineato – non è oggi garantito con standard adeguati».

Critico il relatore di minoranza Enrico Melasecche, che ha annunciato l’astensione della Lega contestando l’impostazione del documento. Secondo l’esponente del centrodestra, la risoluzione non restituirebbe correttamente il quadro temporale dei disagi e rischierebbe di attribuire responsabilità politiche non coerenti con le dinamiche nazionali legate ai cantieri Pnrr e alla gestione delle tracce ferroviarie.

Di segno opposto l’intervento del capogruppo Pd Cristian Betti, che ha rivendicato il valore politico dell’atto come strumento di pressione istituzionale. «Il Ministero dei Trasporti – ha affermato – non può chiamarsi fuori da una questione che incide direttamente sulla vita di lavoratori e studenti umbri».

Nel confronto sono emerse anche le critiche di Forza Italia sul mancato accoglimento di una mozione alternativa e le posizioni di Avs, che ha difeso il metodo del confronto con i pendolari adottato dalla maggioranza.

A chiudere il dibattito l’assessore regionale ai trasporti Francesco De Rebotti, che ha ribadito come il nodo principale resti la congestione della direttissima Orte–Roma e la crescente competizione tra treni regionali, intercity e alta velocità. «Senza una regia del Ministero – ha spiegato – il rischio è che i disagi diventino strutturali. Serve governare i processi, non inseguire le emergenze».

Con l’approvazione della risoluzione, il Consiglio regionale affida ora alla Giunta il compito di rafforzare il confronto con il Governo, nella consapevolezza che la partita sui trasporti ferroviari resta centrale per lo sviluppo e la coesione dell’Umbria.