Ritardi, soppressioni e deviazioni sulla linea lenta continuano a penalizzare migliaia di viaggiatori. Filt Cgil, Uiltrasporti e Orsa Ferrovie attaccano il Governo: “Trasporti umbri al collasso, mobilitazione totale”
Ritardi continui, treni soppressi, coincidenze saltate e deviazioni sulla linea lenta che allungano i tempi di percorrenza fino a mezz’ora. È la situazione che ogni giorno affrontano migliaia di pendolari umbri lungo la direttrice ferroviaria Orte-Roma, diventata ormai uno dei principali nodi critici del trasporto pubblico nel Centro Italia.
La protesta è andata in scena anche alla stazione di Terni, dove i pendolari hanno organizzato un flash mob per denunciare i disagi che da mesi condizionano studenti e lavoratori diretti verso la Capitale. Al centro delle contestazioni c’è la gestione della Direttissima, sempre più utilizzata dai treni dell’Alta Velocità e sempre meno accessibile ai convogli regionali e agli Intercity, che spesso vengono deviati sulla linea convenzionale con inevitabili rallentamenti.
La denuncia dei sindacati: “L’Umbria è stata isolata”
A schierarsi al fianco dei pendolari sono Filt Cgil Umbria, Uiltrasporti Umbria e Orsa Ferrovie Umbria. In una nota congiunta, i segretari Ciro Zeno, Giulia Valentini Albanelli e Luca Taraddei parlano di un sistema ormai al collasso e puntano il dito contro il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
“Non è più tempo di scuse, tavoli tecnici o promesse elettorali – affermano i rappresentanti sindacali –. La situazione dei trasporti per studenti e lavoratori pendolari umbri che ogni giorno si recano a Roma da Perugia, Terni, Foligno e Orvieto ha superato il limite della decenza”.
Secondo i sindacati, il deterioramento dei collegamenti ferroviari non sarebbe una semplice conseguenza di criticità tecniche ma il risultato di precise scelte politiche che avrebbero progressivamente penalizzato l’Umbria, riducendo la qualità e l’efficienza dei servizi ferroviari.
Solidarietà ai lavoratori ferroviari
Le organizzazioni sindacali hanno espresso piena solidarietà anche ai dipendenti di Trenitalia, Rfi e al personale di assistenza nelle stazioni, che quotidianamente si trovano a gestire la rabbia dei viaggiatori.
“Pendolari e lavoratori sono vittime della stessa identica gestione fallimentare”, sottolineano i sindacati, evidenziando come il personale di bordo e di terra sia costretto a operare in condizioni sempre più difficili senza avere responsabilità dirette sulle carenze infrastrutturali e organizzative.
La richiesta: una legge speciale per i trasporti umbri
Filt Cgil, Uiltrasporti e Orsa Ferrovie chiedono ora un cambio di passo immediato attraverso una legge speciale per i trasporti in Umbria, capace di riconoscere l’isolamento infrastrutturale della regione e di destinare risorse straordinarie per il potenziamento dei collegamenti.
Tra le richieste avanzate figurano anche lo stanziamento urgente di fondi nazionali dedicati e l’attivazione di collegamenti più rapidi ed efficienti tra Perugia, Terni, Foligno, Orvieto e le città di Roma e Firenze.
“Mobilitazione totale fino a quando non arriveranno risposte”
Per i sindacati la misura è colma. Da qui l’annuncio di una mobilitazione che coinvolgerà lavoratori e cittadini fino a quando non arriveranno interventi concreti.
“L’Umbria ha bisogno di infrastrutture ora – concludono Zeno, Valentini Albanelli e Taraddei –. Se il Ministero non è in grado di garantire il diritto fondamentale alla mobilità e la sicurezza di chi viaggia e di chi lavora, deve assumersene la responsabilità. Da oggi la mobilitazione sindacale e sociale sarà totale”.






























