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Deruta piange Aldo Biselli, un’altra vita spezzata sul lavoro: l’Umbria non può abituarsi a questa conta

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L’imprenditore edile di 60 anni è morto dopo essere precipitato durante un sopralluogo alla Maioliche Ficola. Accertamenti sulla copertura in plexiglas che avrebbe ceduto. Una nuova tragedia che riporta al centro l’emergenza sicurezza: 17 vittime in occasione di lavoro in Umbria nel 2025 e già 7 nel primo semestre 2026

Un sopralluogo dopo il maltempo, pochi istanti e una normale giornata di lavoro si trasforma in tragedia. Deruta piange Aldo Biselli, 60 anni, imprenditore edile molto conosciuto nel territorio, morto nella mattinata di martedì 18 agosto dopo una caduta all’interno dello stabilimento della Maioliche Ficola. Biselli, titolare insieme al fratello di un’impresa edile, si trovava sul posto per verificare le condizioni della struttura e quantificare i danni provocati dal maltempo che aveva interessato la zona. Secondo una prima ricostruzione, mentre si trovava sulla copertura dell’azienda, una porzione in plexiglas avrebbe improvvisamente ceduto sotto i suoi piedi. L’imprenditore è precipitato, riportando lesioni che non gli hanno lasciato scampo.

La tragedia si inserisce nelle ore successive agli eventi meteorologici che avevano provocato danni nel territorio derutese. Lo stesso Comune di Deruta aveva invitato a segnalare situazioni di particolare urgenza e necessità. Biselli avrebbe raggiunto lo stabilimento proprio per effettuare un sopralluogo tecnico e valutare gli interventi eventualmente necessari. È in questa fase che si sarebbe verificato l’incidente.

Resta da stabilire per quale motivo la copertura in plexiglas abbia ceduto e quali fossero le condizioni della struttura al momento della caduta. Sono elementi sui quali dovranno fare chiarezza gli accertamenti degli investigatori e dei tecnici della sicurezza sul lavoro. L’allarme ha fatto scattare immediatamente la macchina dei soccorsi.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il personale sanitario del 118 e l’elisoccorso Nibbio, arrivato intorno alle 9.40. Ogni tentativo di salvare la vita al sessantenne si è però rivelato inutile. Le conseguenze della caduta erano troppo gravi e per Aldo Biselli non c’è stato nulla da fare. La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti medico-legali. La dinamica dell’incidente dovrà ora essere ricostruita nei dettagli.

Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri della Compagnia di Todi, guidati dal capitano Giovanni De Liso, insieme al personale del Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro della Usl Umbria 1. L’attività investigativa dovrà chiarire le cause del cedimento della copertura, le condizioni in cui si stava svolgendo il sopralluogo e ogni altro elemento utile a ricostruire quanto accaduto. Al momento non risultano responsabilità accertate.

Morti sul lavoro, numeri che pesano sull’Umbria

La morte di Aldo Biselli non può essere letta soltanto come un tragico fatto di cronaca. Arriva in una regione che continua a fare i conti con un fenomeno che, dietro la freddezza delle statistiche, significa persone che escono di casa per lavorare e non vi fanno più ritorno. Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering sui dati INAIL, nel 2025 in Umbria sono state 17 le vittime in occasione di lavoro, quindi escludendo gli incidenti avvenuti nel tragitto casa-lavoro.

La provincia di Perugia ne aveva registrate 13, quella di Terni 4.

Considerando invece il più ampio dato INAIL relativo alle denunce di infortunio con esito mortale per luogo di accadimento, nel 2025 i casi denunciati in Umbria erano stati 19. I due numeri non sono sovrapponibili proprio perché fanno riferimento a perimetri statistici differenti. E il 2026 non ha segnato l’inversione di tendenza che sarebbe stata necessaria.

Nei primi sei mesi dell’anno, sempre secondo l’elaborazione Vega, in Umbria erano già state registrate 7 vittime in occasione di lavoro. Un andamento che aveva riportato la regione nella fascia di rischio più elevata, la cosiddetta “zona rossa”, in relazione all’incidenza dei decessi rispetto alla popolazione occupata. La morte avvenuta a Deruta il 18 agosto arriva dopo quel periodo di rilevazione e rappresenta quindi un nuovo episodio di una sequenza che continua. Per un bilancio complessivo del 2026 sarà necessario attendere i successivi aggiornamenti ufficiali, evitando di sovrapporre statistiche elaborate con criteri differenti.

Il lavoro non può avere come prezzo la vita

C’è un rischio, davanti all’ennesima morte sul lavoro: quello dell’assuefazione. Un incidente, i soccorsi, le indagini, il cordoglio. Poi un altro nome, un altro luogo, un’altra famiglia alla quale qualcuno deve comunicare che una persona uscita per lavorare non tornerà più. A questa sequenza non possiamo abituarci.

Dietro le statistiche non ci sono percentuali, ma vite. E quando una regione delle dimensioni dell’Umbria continua a registrare un numero così pesante di vittime, la sicurezza sul lavoro non può essere considerata un argomento da rispolverare soltanto dopo una tragedia.

La prevenzione deve avvenire prima. Significa controlli, formazione, investimenti, rispetto rigoroso delle procedure e valutazione dei rischi. Significa anche interrogarsi sulle condizioni nelle quali vengono effettuati interventi urgenti, sopralluoghi e lavori in quota, soprattutto quando strutture e coperture possono essere state compromesse da eventi atmosferici.

Sarà l’inchiesta a stabilire cosa sia accaduto alla Maioliche Ficola e sarebbe scorretto anticiparne le conclusioni. Ma una cosa può essere detta già oggi: morire mentre si lavora non può diventare una normalità statistica. Ogni vittima dovrebbe rappresentare un limite che la società non è disposta ad accettare, non semplicemente un numero da aggiungere al bilancio di fine anno.

Deruta si stringe intorno alla famiglia

La morte di Biselli ha suscitato profondo cordoglio a Deruta, dove l’imprenditore era conosciuto non soltanto per la propria attività professionale. In segno di lutto, il Comune ha annullato il concerto previsto per la serata di martedì. Il sindaco Michele Toniaccini ha espresso vicinanza e cordoglio alla famiglia.

L’Asd Deruta Calcio San Nicolò, società della quale Biselli era stato dirigente e alla quale era rimasto profondamente legato, lo ha ricordato come una presenza importante che negli anni aveva sostenuto con passione i colori del Deruta. Il club ha rivolto le proprie condoglianze alla moglie Michela, ai figli Alberto e Francesco e ai fratelli Adriano, Antonio, Antonella e Angela.