Il professore perugino guida un progetto internazionale per studiare e insegnare la cultura della pace
Il professor Giuliano Cerulli, ortopedico di fama mondiale, è stato confermato Global Strategy Advisor dell’Università di Hiroshima nell’ambito del programma “Peace Initiatives”. Da anni visiting professor in Giappone, Cerulli ha intrecciato la sua attività scientifica con un impegno culturale che va oltre la medicina, mirando a trasformare la pace in una vera e propria disciplina accademica.
Il cuore del progetto è la costruzione di un network internazionale di oltre cento università – tra cui l’Università per Stranieri di Perugia – per sviluppare corsi, scambi e ricerche sulla risoluzione non violenta dei conflitti. Hiroshima e Assisi, due luoghi simbolici per storia e identità, diventano i poli ideali di questa iniziativa globale che unisce accademia, medicina e cultura.

Cerulli insiste su un concetto originale: il corpo sano come premessa per una società più libera e meno manipolabile. “Il benessere – spiega – non è solo economico. Un individuo sano è meno vulnerabile, più predisposto all’incontro e alla relazione. Anche questo è un atto di pace”.
Dalla traumatologia sportiva alla juventologia – la medicina della longevità che studia come mantenere l’organismo giovane e indipendente – il docente perugino propone una visione in cui “salute, equilibrio e libertà personale” diventano strumenti di emancipazione e quindi di pace.
Il progetto Peace Initiatives non si limita alla teoria: prevede percorsi curriculari, mobilità studentesca, ricerca interdisciplinare e persino espressioni simboliche come eventi musicali e culturali. Una recente lettera del sindaco di Hiroshima ha espresso riconoscenza a Cerulli per il ruolo svolto, mentre si guarda già a nuove iniziative che uniscono arte, scienza e diplomazia.
La nomina di Giuliano Cerulli non è soltanto un riconoscimento personale, ma anche un segnale forte del legame tra ricerca scientifica e responsabilità civile. In un tempo in cui la parola “pace” rischia di restare confinata ai discorsi retorici, l’idea di farne una disciplina da insegnare e studiare rappresenta una sfida innovativa e necessaria. Il percorso avviato a Hiroshima, con Assisi come punto di riferimento europeo, offre all’Italia l’opportunità di essere al centro di una rete globale in cui la pace non è più un ideale astratto, ma un sapere concreto, da coltivare come qualsiasi altra scienza.












