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Cotana (RSE): “L’albedo può aiutare a raffreddare l’Africa e contrastare il riscaldamento globale”

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il prof. Franco Cotana

Il docente umbro rilancia la membrana riflettente per l’agricoltura e indica nel biometano la priorità italiana verso il 2030

Riflettere la radiazione solare nei terreni agricoli africani per ridurre la produzione di calore e contribuire a frenare il riscaldamento globale. È questa la proposta più innovativa illustrata dal professor Franco Cotana, amministratore delegato di RSE – Ricerca sul Sistema Energetico nazionale – in un’intervista pubblicata su Italia Oggi.

Cotana, docente di Fisica Tecnica all’Università di Perugia e fondatore nel 2003 del Centro nazionale di Ricerca sulle Biomasse (CRB), guida da tre anni la società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze tramite il GSE, impegnata nella ricerca applicata al sistema energetico con oltre 300 ricercatori tra Milano, Piacenza e Roma. È inoltre componente del Comitato di coordinamento della Strategia Nazionale sulla Bioeconomia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Al centro dell’intervista la cosiddetta “pacciamatura ad alto albedo”: una membrana capace di riflettere la radiazione solare proprio nelle aree dove è più intensa, in particolare in Africa, nel quadro del Piano Mattei. Secondo Cotana, la tecnologia consente di evitare la produzione di calore che alimenta il riscaldamento globale.

Il progetto ha già una base scientifica strutturata: RSE ha siglato un accordo con l’Agenzia Spaziale Italiana per misurare via satellite la radiazione riflessa e trasformarla in crediti di carbonio. L’iniziativa è stata inserita dalle Nazioni Unite tra le buone pratiche agronomiche legate agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

A Perugia, presso il campus di Ingegneria, è stato sperimentato un prototipo che integra pannelli fotovoltaici bifacciali e coltivazioni orticole a basso fabbisogno idrico. L’acqua piovana viene raccolta dalla stessa membrana pacciamante e riutilizzata tramite sistemi di subirrigazione, dimostrando la possibilità di coniugare agrivoltaico e produzione agricola.

Accanto all’albedo, Cotana indica nel biometano la priorità italiana. La strategia delineata nel Piano Integrato Energia e Clima punta a raggiungere entro il 2030 una produzione di 6 miliardi di metri cubi annui, pari all’8% del consumo nazionale, con un impiego rilevante nei trasporti. Attualmente l’incentivo per ogni metro cubo di biometano immesso in rete è pari a 1,25 euro, misura ritenuta strategica per ridurre la dipendenza dal gas naturale.

Guardando oltre, la prossima sfida sarà il bioidrogeno a basso costo, con un ruolo centrale per agricoltura e silvicoltura. In Basilicata, a Trisaia, è in sviluppo un prototipo di impianto di gassificazione con vapore del cippato di legno per la produzione di bioidrogeno. Sul fronte forestale, Cotana sostiene la necessità di una gestione attiva e sostenibile dei boschi, con cicli di rinnovamento periodici per massimizzare l’assorbimento di anidride carbonica e prevenire gli incendi legati ai cambiamenti climatici.