Accolto il ricorso di Comune, famiglie e sindacati. Salve la scuola Alighieri-Pascoli e le due direzioni didattiche cittadine
Il Tar dell’Umbria ha annullato il decreto con cui il commissario straordinario Ernesto Pellecchia aveva disposto il dimensionamento scolastico di Città di Castello per l’anno 2026-2027. La sentenza accoglie il ricorso presentato dal Comune, sostenuto dalla Regione Umbria, dai genitori e dai sindacati della scuola.
Il provvedimento prevedeva la soppressione della scuola media Alighieri-Pascoli e di due direzioni didattiche, con la creazione di nuovi istituti comprensivi. Una scelta che aveva suscitato forti proteste nel territorio.
Secondo il sindaco Luca Secondi e l’assessora Letizia Guerri, il Tar ha riconosciuto che il commissario non ha adeguatamente motivato la decisione di modificare il piano predisposto dalla Regione, che aveva individuato nel territorio ternano l’ultimo intervento necessario per ridurre le autonomie scolastiche umbre da 134 a 130, come previsto dalla riforma collegata al Pnrr.
«Il dimensionamento scolastico non avrà alcun effetto», hanno sottolineato gli amministratori comunali, esprimendo soddisfazione per una sentenza che tutela l’organizzazione scolastica cittadina.
Soddisfazione anche da parte della vicepresidente della Camera, Anna Ascani, che ha definito il provvedimento annullato «insostenibile e arbitrario», evidenziando come avrebbe penalizzato studenti, famiglie e personale scolastico.
La decisione del Tar mette fine a una lunga battaglia istituzionale e conferma il mantenimento delle attuali autonomie scolastiche di Città di Castello.





































