In Aula il confronto tra Fratelli d’Italia e l’assessore Simona Meloni. Trattamenti più frequenti, nuove sperimentazioni e confronto con il Ministero per contenere l’emergenza
La lotta ai chironomidi sul lago Trasimeno entra in una nuova fase. La Regione Umbria punta infatti a intensificare le attività di contrasto alla proliferazione degli insetti, valutando anche possibili ristori economici per le imprese più colpite. È quanto emerso nel corso del question time dell’Assemblea legislativa, dove l’assessore alle Politiche agricole e al Lago Trasimeno, Simona Meloni, ha risposto all’interrogazione presentata dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Matteo Giambartolomei.
Le richieste dell’opposizione
Giambartolomei ha evidenziato le pesanti ripercussioni che l’invasione dei chironomidi sta provocando sul comparto turistico e commerciale del Trasimeno, sostenendo che numerose attività siano costrette a ridurre il servizio o a chiudere anticipatamente nelle ore serali, con conseguenti perdite economiche nel periodo di maggiore afflusso turistico.
Il consigliere ha chiesto chiarimenti sull’efficacia delle campagne di disinfestazione già effettuate, sull’eventuale attivazione di un piano straordinario di contenimento e sulla possibilità di prevedere contributi economici o sgravi per gli operatori del territorio.
La Regione: “Interventi già aumentati”
Nella risposta, l’assessore Meloni ha ribadito che la campagna di disinfestazione non ha mai subito interruzioni.
Dopo i sette trattamenti biologici effettuati nel 2025, quest’anno sono già stati realizzati sei interventi larvicidi programmati ogni quindici giorni. Considerata però la particolare intensità del fenomeno, la Regione ha deciso di aumentare la frequenza delle operazioni, che proseguiranno con cadenza settimanale.
L’assessore ha spiegato come il progressivo abbassamento del livello del lago e gli effetti della siccità abbiano favorito una proliferazione eccezionale dei chironomidi, fenomeno riscontrato anche in altri grandi laghi laminari europei, come il Balaton in Ungheria, con il quale sono stati avviati contatti per condividere esperienze e possibili soluzioni.
Nuove tecnologie per il contenimento
Tra le misure illustrate figurano anche alcune sperimentazioni innovative. L’Isola B, entrata in funzione nel maggio dello scorso anno, avrebbe già consentito di sottrarre all’ambiente circa 40 milioni di chironomidi nella stagione in corso.
Parallelamente proseguono i test con sistemi di illuminazione dedicati. Oltre alle lampade Tofolamp installate sui pontili, la Regione intende sperimentare nuove luci gialle lungo alcuni tratti del lungolago, mentre è in corso un confronto con il Ministero per valutare ulteriori trattamenti compatibili con le normative ambientali e di sicurezza.
Ristori ancora da definire
Meloni ha confermato anche l’intenzione della Giunta di valutare eventuali ristori economici, precisando però che sarà necessario individuare criteri oggettivi per quantificare le perdite di fatturato e inserire tali misure nel più ampio piano dedicato alle criticità del Trasimeno, legate sia ai chironomidi sia all’abbassamento del livello delle acque.
Giambartolomei: “Servono interventi più efficaci”
Nella replica, il consigliere di Fratelli d’Italia si è dichiarato insoddisfatto delle spiegazioni ricevute, sostenendo che gli interventi messi in campo finora non siano sufficienti ad affrontare un’emergenza che, a suo giudizio, non si verificava con questa intensità dal 2007.
Secondo Giambartolomei occorrerebbe concentrare i trattamenti nei periodi più favorevoli, intervenire maggiormente nelle aree a basso fondale, incrementare la manutenzione dei canneti e potenziare l’utilizzo delle lampade dissuasive lungo il perimetro del lago per limitare l’impatto sulle attività economiche.






























