L’Isola B, piattaforma galleggiante tecnologica e sostenibile, riduce drasticamente il numero di chironomidi: effetto positivo atteso anche nei mesi clou del turismo
Cinque milioni di chironomidi in meno in appena un mese. È il risultato raggiunto dall’“Isola B”, la struttura galleggiante installata lo scorso 19 maggio nel lago Trasimeno per fronteggiare l’invasione estiva di questi insetti, innocui ma decisamente fastidiosi per residenti, turisti e strutture ricettive.
Il sistema – tecnologicamente avanzato e alimentato da un impianto fotovoltaico – ha permesso di catturare una media di 200mila esemplari al giorno. I dati ufficiali sono stati comunicati dal Dipartimento di Biologia Cellulare e Molecolare dell’Università di Perugia, grazie ai rilievi della ditta Laika Lab srl, responsabile della gestione dell’impianto. In totale, tra il 19 maggio e il 16 giugno, sono stati raccolti oltre 16 chilogrammi (peso secco) di chironomidi, equivalenti a circa 5 milioni di esemplari.
Ma il numero più rilevante non è tanto quello degli individui catturati, quanto quello delle future generazioni evitate: “Si stima che siano state eliminate almeno 3 milioni di femmine – spiega Alessandro Maria Di Giulio dell’Usl Umbria 1 – ognuna delle quali avrebbe potuto deporre in media 400 uova. Considerando tre generazioni estive, parliamo di decine di milioni di insetti in meno tra agosto e settembre”.

L’iniziativa rientra in una più ampia strategia promossa dalla Regione Umbria, ispirata al modello “One Health”, che mette in relazione salute umana, ambientale e animale. Il progetto è finanziato dal Piano nazionale per gli investimenti complementari dedicati a salute, ambiente, biodiversità e clima. “È un intervento pilota che testimonia la necessità di azioni trasversali – afferma Salvatore Macrì, dirigente regionale della sanità pubblica veterinaria – perché la salute si costruisce anche fuori dagli ospedali, attraverso politiche ambientali, agricole, urbanistiche coordinate”.
L’Isola B, completamente autonoma dal punto di vista energetico, è pensata per operare anche in modo prolungato e senza impatto ambientale. Non solo migliora il comfort nelle zone costiere del lago, ma rappresenta un’azione concreta di prevenzione ambientale e promozione del benessere collettivo.
Un progetto che – mentre si attendono nuovi dati sulla composizione delle catture e sull’evoluzione delle popolazioni – segna un punto a favore della ricerca applicata e della capacità del territorio di rispondere con intelligenza ai cambiamenti climatici e ai problemi della convivenza uomo-natura.






























