Home Politica CGIL Perugia: “Dolorose e strumentali le polemiche sulla testimonianza antimafia nelle scuole”

CGIL Perugia: “Dolorose e strumentali le polemiche sulla testimonianza antimafia nelle scuole”

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Pampanelli e Fratini rispondono al centrodestra di Passignano: “La memoria di Peppino Impastato e dei sindacalisti uccisi dalla mafia non si mette in discussione”

“La polemica sollevata dal centrodestra di Passignano sul Trasimeno è particolarmente dolorosa”. Così Simone Pampanelli, segretario generale della Camera del Lavoro di Perugia, e Fabrizio Fratini, segretario generale dello Spi Cgil provinciale, intervengono sulle critiche legate alla presenza di un dirigente sindacale siciliano, da anni impegnato nella lotta alla mafia, ospite di un incontro con gli studenti insieme a Giovanni Impastato.

I due segretari ricordano come tra la fine dell’Ottocento e il secondo dopoguerra la mafia abbia assassinato circa 70 sindacalisti in Sicilia, soprattutto nel periodo 1946-1948, per reprimere le lotte contadine e il movimento per la riforma agraria. “Figure come Placido Rizzotto, Accursio Miraglia e Salvatore Carnevale hanno pagato con la vita la loro coerenza – sottolineano –. È nel rispetto di questa storia e delle sentenze definitive che continueremo a promuovere iniziative sulla legalità e sulla figura di Peppino Impastato”.

Pampanelli e Fratini criticano inoltre quella che definiscono una “finta idea di pluralismo”, usata per appiattire le differenze storiche e politiche: “Non tutto è uguale: c’è chi ha combattuto la mafia e chi ha negato la sua esistenza, chi ha scritto la Costituzione e chi oggi vorrebbe stravolgerla”.

“La testimonianza resta centrale – concludono –. Bisogna guardare alla luna e non al dito, per non spezzare il filo della memoria. La CGIL, da Portella della Ginestra in poi, è sempre stata dalla parte della democrazia, della pace e della lotta contro mafie, stragi di Stato e apparati deviati”.