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Caso Sviluppumbria, si accende il confronto politico: Proietti respinge le accuse, l’opposizione chiede chiarezza

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Presidente Stefania Proietti

Il contributo all’hotel del marito della Presidente alimenta la polemica. L’agenzia regionale ricostruisce l’iter del bando, mentre le minoranze contestano i toni utilizzati dalla Presidente

Le polemiche sul bando di Sviluppumbria dedicato agli investimenti delle imprese ricettive continuano a tenere banco nel dibattito politico regionale. Al centro dell’attenzione il contributo assegnato all’hotel Los Angeles di Santa Maria degli Angeli, struttura di proprietà del marito della presidente della Regione Umbria. La graduatoria definitiva pubblicata da Sviluppumbria assegna alla società un contributo di circa 220mila euro su un progetto che supera i 450mila, con un punteggio di 75. Una circostanza che ha immediatamente innescato reazioni e richieste di chiarimento.

La Presidente Stefania Proietti è intervenuta con una nota in cui ha ricostruito l’intero iter amministrativo del bando. Rivendica la «totale trasparenza» del procedimento, sottolinea di non aver partecipato alla seduta di Giunta che ha approvato la graduatoria e definisce «infondate» le insinuazioni relative ai rapporti di parentela. Proietti respinge quelli che considera «attacchi personali» e annuncia iniziative legali, richiamando anche episodi recenti di contenuti intimidatori e deepfake circolati sui social.

Parallelamente, Sviluppumbria ha diffuso una nota nella quale vengono dettagliate tutte le fasi del bando, pubblicato il 29 ottobre 2024. Le domande pervenute sono state 172, con scadenza prorogata al 31 marzo 2025. Il comitato di valutazione è stato istituito il 18 aprile 2025 e ha terminato i lavori il 29 ottobre. Le graduatorie sono state pubblicate il 22 luglio e il 5 novembre 2025. L’agenzia ha ammesso e finanziato 96 domande, mentre altre 17 sono risultate ammissibili ma prive di copertura. Una ricostruzione che, secondo Sviluppumbria, testimonia la «correttezza» e la «trasparenza» dell’intero procedimento.

A chiudere il quadro politico è arrivata la presa di posizione congiunta delle opposizioni – Lega Umbria, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Umbria Civica – che contestano i toni della Presidente e chiedono chiarimenti. «In nessun momento abbiamo ipotizzato irregolarità amministrative – affermano i gruppi consiliari –. Chiedere spiegazioni è un diritto e un dovere verso i cittadini. Per questo riteniamo inopportuni i toni vittimistici evocati dalla presidente, che ha parlato di attacchi personali per una notizia corrispondente al vero». Le opposizioni annunciano la volontà di utilizzare gli strumenti consiliari per approfondire la vicenda: «La trasparenza non si invoca – concludono – si pratica, e passa dal consentire verifiche senza trasformare ogni domanda in un attacco».