Requisitoria del pubblico ministero nel processo sull’Università per Stranieri di Perugia: richieste pene fino a due anni e otto mesi
Due anni e otto mesi di reclusione per l’ex rettrice dell’Università per Stranieri di Perugia e per una docente dell’ateneo, due anni e quattro mesi per l’allora direttore generale. Sono le richieste avanzate dal sostituto procuratore al termine della requisitoria nel processo legato all’esame di lingua italiana sostenuto nel settembre 2020 dal calciatore Luis Suarez.
Secondo l’accusa, i tre imputati avrebbero favorito l’atleta organizzando una sessione ad hoc e concordando preventivamente contenuti e modalità della prova, consentendogli di superare senza difficoltà l’esame necessario per ottenere la certificazione linguistica utile alla richiesta di cittadinanza italiana. Un passaggio ritenuto urgente all’epoca, quando il calciatore era vicino a un trasferimento in un club italiano, operazione poi sfumata insieme alla procedura di naturalizzazione.
Nel corso della requisitoria, il pubblico ministero ha ricostruito l’intera vicenda anche attraverso gli elementi emersi dalle indagini della Guardia di Finanza, parlando di un esame ridotto a una mera formalità, con risposte preparate in anticipo. L’ipotesi accusatoria non riguarda le competenze linguistiche del candidato, ma la correttezza della procedura seguita, ritenuta non conforme alle regole.
Gli imputati rispondono, a vario titolo, di falso ideologico, rivelazione di segreto d’ufficio e falso materiale. Tutti hanno respinto le accuse, sostenendo che l’esame si sarebbe svolto secondo modalità analoghe a quelle previste per altri candidati, anche alla luce delle semplificazioni introdotte nel periodo dell’emergenza sanitaria.
Nelle prossime udienze sarà la difesa a prendere la parola, mentre il procedimento entra nella fase decisiva dopo la chiusura della requisitoria dell’accusa.















