Home Perugia Caso Prospero, la famiglia in aula contro il patteggiamento di Volpe

Caso Prospero, la famiglia in aula contro il patteggiamento di Volpe

0

Oggi davanti al Gup di Perugia l’udienza sulla richiesta di due anni e mezzo di lavori di pubblica utilità per il 18enne accusato di istigazione al suicidio

Si tiene questa mattina, davanti al giudice dell’udienza preliminare di Perugia, l’udienza sul patteggiamento richiesto da Emiliano Volpe, il 18enne romano accusato di aver istigato al suicidio Andrea Prospero, lo studente 19enne originario di Lanciano trovato morto il 29 gennaio scorso in un appartamento del centro storico perugino.

La richiesta, accolta dalla Procura, prevede una pena di due anni e mezzo sostituita con lavori di pubblica utilità. Una proposta che la famiglia Prospero contesta con forza. I genitori e i fratelli del ragazzo, assistiti dagli avvocati Francesco Mangano e Carlo Pacelli, sono pronti a costituirsi parte civile.

In mattinata depositeranno una memoria con allegata una consulenza della criminologa Roberta Bruzzone. Secondo l’esperta, tra Andrea e Volpe si sarebbe instaurato un “rapporto asimmetrico” in cui il giovane romano avrebbe assunto un ruolo di guida e manipolazione, spingendo progressivamente Andrea verso la morte. “Un processo di desensibilizzazione del gesto estremo”, scrive la consulente, che avrebbe trasformato una fantasia in azione reale.

Le indagini della squadra mobile e della polizia postale hanno ricostruito gli ultimi scambi tra i due, avvenuti su Telegram. Volpe, invece di fermarlo, avrebbe incoraggiato Andrea ad assumere una quantità letale di farmaci a base di ossicodone e benzodiazepine, suggerendogli anche di bere vino per amplificarne gli effetti. Poco dopo, la chat si è interrotta. Il corpo di Andrea è stato trovato cinque giorni dopo.

“La pena proposta è incongrua e ingiusta”, sostengono i legali della famiglia, che chiedono al Gup di respingere l’accordo. “Se il giudice accetterà questo patteggiamento – aveva detto il padre – sarà la prova che in Italia si può delinquere impunemente. Mio figlio non avrebbe mai fatto una cosa simile da solo”.

La decisione del giudice è attesa nelle prossime ore.