La relazione della criminologa, incaricata dai legali di Yassin Amri, evidenzia presunte criticità nell’impianto accusatorio. Il documento sarà valutato nell’udienza preliminare in programma il 10 settembre
Si arricchisce di un nuovo capitolo l’inchiesta sull’omicidio di Hekuran Cumani, il giovane di Fabriano ucciso nell’ottobre 2025 durante una rissa scoppiata nei pressi della facoltà di Matematica dell’Università degli Studi di Perugia. In vista dell’udienza preliminare del prossimo 10 settembre, la difesa di Yassin Amri ha depositato una consulenza tecnica redatta dalla criminologa Roberta Bruzzone, con l’obiettivo di contestare alcuni dei principali elementi su cui si fonda l’accusa.
Il documento, predisposto su incarico dell’avvocato Vincenzo Bochicchio, propone una lettura alternativa delle risultanze investigative e sostiene che il materiale raccolto finora non consentirebbe di individuare con certezza il responsabile del colpo mortale.
Le contestazioni alla ricostruzione dell’accusa
Nella consulenza vengono analizzati diversi aspetti dell’inchiesta. Tra questi, la ricostruzione della dinamica della rissa e il ruolo attribuito ad Amri durante le fasi concitate che precedettero la morte di Hekuran Cumani.
Secondo la criminologa, non vi sarebbero testimonianze dirette dell’accoltellamento e questo renderebbe necessario valutare con particolare attenzione il valore degli elementi indiziari utilizzati dagli investigatori per individuare il presunto autore dell’omicidio.
La relazione richiama inoltre alcune testimonianze che descriverebbero l’aggressore con caratteristiche fisiche differenti rispetto a quelle dell’indagato.
Gli aspetti scientifici al centro della consulenza
Una parte significativa del documento riguarda gli accertamenti tecnici e biologici eseguiti durante le indagini.
La difesa evidenzia che sugli indumenti sequestrati ad Amri non sarebbero state rilevate tracce biologiche della vittima. La consulenza richiama inoltre le analisi effettuate sui coltelli sequestrati, soffermandosi in particolare sui risultati emersi da un’arma diversa rispetto a quella che gli investigatori ritengono utilizzata per il delitto.
Secondo la relazione, tali elementi meriterebbero ulteriori approfondimenti nell’ambito del dibattimento.
I dubbi sull’arma indicata dagli investigatori
Tra le osservazioni contenute nella consulenza figura anche quella relativa al coltello recuperato nel Tevere nel corso delle indagini.
La criminologa sostiene che vi sarebbero elementi tecnici che non consentirebbero di collegare con certezza quella lama alla ferita mortale riportata da Cumani, richiamando sia le misurazioni effettuate sia gli esiti degli accertamenti biologici.
Si tratta di uno dei punti sui quali la difesa intende fondare le proprie richieste nella fase preliminare del procedimento.
Verso il confronto in aula
La consulenza depositata dalla difesa costituisce un documento di parte e rappresenta la linea difensiva che sarà sottoposta al giudice dell’udienza preliminare.
Spetterà ora all’autorità giudiziaria valutare, nel contraddittorio tra accusa e difesa, la consistenza delle contestazioni sollevate e decidere se sussistano gli elementi per il rinvio a giudizio di Yassin Amri nell’ambito del procedimento per l’omicidio di Hekuran Cumani.































