La Maison di Solomeo travolta dal report di una società di analisi. Le istituzioni umbre difendono l’imprenditore: “Un simbolo etico ed economico dell’Italia”
Non un semplice scossone di mercato, ma un terremoto reputazionale nel pieno della settimana della moda di Milano. La maison Brunello Cucinelli è finita sotto attacco dopo un report di Morpheus Research, giovane società di analisi indipendente fondata quest’anno, che accusa l’azienda umbra di presunte violazioni delle sanzioni UE per vendite in Russia.
Il titolo, travolto dalle indiscrezioni, è stato sospeso in Borsa con un ribasso del 17%. Un colpo pesante non solo sul fronte economico ma soprattutto sull’immagine di un marchio simbolo del Made in Italy.
L’Umbria si schiera
Immediate le reazioni dal territorio, con istituzioni e amministratori a difesa dello stilista di Solomeo. L’europarlamentare Marco Squarta ha ricordato il percorso di Cucinelli “partito da zero e diventato ambasciatore dell’Umbria nel mondo”, mentre il sindaco di Corciano, Lorenzo Pierotti, ha parlato di attacco “inaccettabile” da parte di una società “semisconosciuta”.
La sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ha sottolineato che “non è solo un’azienda, ma un patrimonio umano e culturale”, e il vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori, ha definito la vicenda “una manovra speculativa squallida e preoccupante”.
Oltre le polemiche
Secondo esperti del settore, il caso non riguarda solo la finanza ma la fiducia verso un marchio che ha fatto della qualità e dell’etica il proprio tratto distintivo. Il pubblicitario Luigi Piccolo ha parlato di “una prova di credibilità per l’intero comparto del lusso italiano”, mettendo in guardia sui rischi di una crisi di immagine per tutto il Made in Italy.
Per ora, però, un messaggio appare chiaro: la comunità umbra si stringe attorno al suo imprenditore più noto, difendendo non solo l’uomo e la sua famiglia, ma anche un modello di impresa che ha reso la regione un punto di riferimento nel mondo.































