Documenti privi del microchip scoperti dalla Polizia, possibile uso illecito
Cinque persone sono state denunciate dalla Polizia di Stato di Perugia per aver manomesso la propria carta d’identità elettronica (CIE). Gli interventi sono avvenuti tra aprile e settembre a Bastia Umbra e Assisi, durante controlli di routine e interventi sul territorio.
Il primo caso risale ad aprile, quando il Commissariato di Assisi è intervenuto per una lite familiare. Gli agenti hanno scoperto che la carta d’identità di una donna del 1975, già nota alle forze dell’ordine, era stata manomessa: il microchip sul retro del documento era stato rimosso in modo quasi impercettibile. La donna è stata denunciata per falsità materiale e la carta sequestrata.
Nei mesi successivi sono stati segnalati altri quattro casi simili. A luglio, un 38enne pluripregiudicato è stato trovato con il microchip mancante durante un controllo in un bar di Bastia Umbra. Ad agosto, due cittadini marocchini residenti ad Assisi, rispettivamente di 29 e 48 anni, sono stati scoperti con documenti privi di microchip in una sala scommesse e presso la stazione ferroviaria.
L’ultimo episodio ha coinvolto un 43enne italiano originario della provincia di Frosinone: la sua carta era divisa a metà e il microchip asportato.
Il microchip presente nella CIE consente lo scambio sicuro di dati anagrafici e biometrici e l’accesso ai servizi digitali. Gli inquirenti sospettano che le manomissioni possano servire a finalità illecite, tra cui la clonazione dei documenti.
Le indagini proseguono per chiarire le motivazioni e individuare eventuali altri casi.











