Scontro tra sindacato Sappe e Dap: “Ne avevamo chiesti 50”. Nuove aggressioni, agenti allo stremo nel carcere di Sabbione
A dieci giorni dalla violenta rivolta che ha devastato due sezioni della casa circondariale di Terni, arriva un primo provvedimento: saranno trasferiti dieci detenuti verso altri istituti del distretto Umbria-Marche. Una decisione che però non placa le polemiche.
Il Sappe Umbria parla di risposta tardiva e insufficiente. La richiesta avanzata insieme alla direzione prevedeva infatti lo spostamento urgente di almeno cinquanta reclusi, con priorità per quelli ritenuti protagonisti dei disordini del 22 febbraio. Secondo il sindacato, l’Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria avrebbe inizialmente respinto l’istanza, nonostante la situazione di forte criticità e il sovraffollamento che vede circa 600 detenuti presenti nell’istituto ternano.
La tensione resta alta. Nei giorni scorsi un detenuto, al termine di una rissa, ha sequestrato un assistente capo della polizia penitenziaria minacciandolo con la lama di una forbice. A denunciarlo è Donato Capece, che sollecita riforme strutturali e regimi più severi per i soggetti violenti, sottolineando come episodi del genere siano ormai quotidiani nelle carceri italiane.
Anche il segretario regionale Fabrizio Bonino parla di personale “allo stremo”: dall’inizio dell’anno si contano una decina di eventi critici, tra incendi appiccati nelle celle e aggressioni agli agenti. In un caso un poliziotto ha riportato dodici punti di sutura e la sospetta lesione di un tendine.
Per il sindacato, senza interventi immediati su organici, trasferimenti e gestione dei detenuti più problematici, l’emergenza sicurezza nel carcere di Terni rischia di diventare permanente.










