Il progetto prevede il raddoppio dei posti detentivi. Dalla Regione oltre 462mila euro per percorsi di formazione e reinserimento
Sovraffollamento, carenza di personale, condizioni di vita dei detenuti e futuro ampliamento della struttura. Sono i principali temi emersi giovedì 3 settembre durante le visite istituzionali alla Casa Circondariale di Perugia Capanne, organizzate nell’ambito dell’iniziativa “Ristretti in agosto”.
Nel penitenziario perugino si è recato l’assessore regionale al Welfare Fabio Barcaioli, che ha incontrato la direzione, il personale e gli operatori. Nella stessa giornata hanno partecipato all’iniziativa anche il vicepresidente della Provincia di Perugia Riccardo Vescovi e il consigliere provinciale Andrea Bacelli, su invito dell’Osservatorio Carcere dell’Unione delle Camere Penali Italiane.
Uno dei temi destinati ad avere maggiore impatto sul futuro di Capanne riguarda l’ampliamento del carcere, che, secondo quanto riferito dalla Regione, porterà al raddoppio dei posti detentivi.
Per Barcaioli un intervento di questa portata rende necessario un confronto tra le istituzioni, non soltanto per le conseguenze sull’organizzazione interna del penitenziario, ma anche per quelle sulla città di Perugia e sui servizi chiamati ad accompagnare i detenuti nei percorsi di reinserimento.
«Un intervento di queste dimensioni richiede una riflessione condivisa tra tutte le istituzioni del territorio», ha spiegato l’assessore, sottolineando la necessità di valutare anche la capacità di sostenere i percorsi che interesseranno le persone detenute. Nel confronto sono state affrontate inoltre le novità delle recenti riforme penitenziarie, compresa la disciplina degli spazi destinati all’affettività.
Oltre 462mila euro per formazione e inclusione
Proprio sul versante del reinserimento la Regione ha messo a disposizione 462.090 euro per il triennio 2026-2028 attraverso l’avviso G.I.O.I.S. – Giustizia, Inclusione, Opportunità e Inserimento sociale.
Il finanziamento, proveniente dal PR Umbria FSE+ 2021-2027, riguarda non soltanto Capanne, ma anche la Casa di Reclusione di Spoleto e l’Istituto a Custodia Attenuata di Orvieto.
L’obiettivo è attivare percorsi di formazione e riqualificazione professionale, insieme ad attività di orientamento, tutoraggio e accompagnamento. I singoli interventi saranno individuati sulla base delle necessità formative rilevate negli istituti.
«Il reinserimento sociale passa dalla possibilità di arrivare alla fine della pena con strumenti diversi da quelli con cui la si è iniziata», ha evidenziato Barcaioli.
Nel corso della visita la direttrice di Capanne Antonella Grella ha inoltre annunciato l’imminente conclusione del proprio incarico presso la struttura.

La Provincia: attenzione alle condizioni nelle celle
La delegazione della Provincia ha invece posto l’accento sulle condizioni quotidiane della detenzione, dopo aver visitato direttamente gli spazi della casa circondariale. In particolare sono state richiamate le difficoltà registrate nel periodo estivo a causa delle elevate temperature nelle celle e della permanenza dei detenuti in ambienti ristretti.
A fare da sfondo è il problema del sovraffollamento del sistema penitenziario. I dati diffusi dall’Osservatorio Carcere indicano che, al 2 luglio 2026, nei 189 istituti italiani erano presenti 64.758 detenuti, mentre i posti regolamentari erano 51.183. Quelli effettivamente disponibili scendevano a 46.423, portando il tasso di affollamento vicino al 140 per cento.
Un quadro che rende ancora più centrale, anche per Capanne, il confronto tra aumento della capacità detentiva, condizioni all’interno dell’istituto e strumenti necessari per favorire il reinserimento delle persone al termine della pena.



























