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Brunello Cucinelli annuncia risultati record

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Brunello Cucinelli

Il gruppo di Solomeo supera il miliardo di ricavi nei primi nove mesi dell’anno.

Brunello Cucinelli non appare turbato dalle accuse di short selling avanzate la scorsa settimana dalla neonata società Morpheus Research. Al contrario, l’imprenditore umbro ha colto l’occasione della presentazione dei risultati trimestrali per ribadire la solidità della maison e la trasparenza della sua gestione, anticipando persino la riunione del CdA rispetto al calendario originario, previsto per il 16 ottobre.

Nei primi nove mesi del 2025, la casa di moda di Solomeo ha superato per la prima volta la soglia del miliardo di ricavi, attestandosi a 1,02 miliardi di euro. La crescita è stata diffusa su diversi ed attrattivi mercati:

Americhe: +9,2%

Europa: +8,9%

Asia: +15,6%

Positivi anche i risultati dei canali distributivi: retail +11,4% e wholesale +9,7%.

Nel solo terzo trimestre, le vendite hanno raggiunto i 335,5 milioni di euro, in aumento del 12%, trainate dal retail (+13,9%) e dal wholesale (+9%).

Risposta a Morpheus Research

In merito alle critiche di Morpheus, Cucinelli ha precisato che l’incidenza del mercato russo sul fatturato è oggi residuale: 1,4% al 30 settembre 2025, contro il 2,7% dell’anno precedente. Inoltre, ha ribadito la correttezza nella gestione delle scorte: «Il magazzino è giusto ed equilibrato, in linea con la nostra identità e con i dati storici dall’anno della quotazione».

Visione per il futuro

Lo stilista ha sottolineato come le performance dei primi nove mesi, unite all’ottimo avvio della collezione autunno-inverno 2025/26, offrano «una visibilità chiara e una fiducia solida» nel raggiungimento degli obiettivi di crescita per l’anno in corso, stimati attorno al +10%. Anche la campagna vendita primavera-estate 2026 ha registrato risultati molto positivi, confermando le prospettive di crescita a doppia cifra per l’anno prossimo.

«Se non ci fossero stati gli episodi di short selling, sarebbe stato tutto più sereno – ha commentato Cucinelli – ma ho ricevuto numerose testimonianze di stima e sostegno». A Piazza Affari, il titolo Cucinelli ha chiuso l’ultima seduta con un ribasso del 2,11%, a 91,04 euro.

In chiusura della conferenza, l’imprenditore ha voluto rendere un omaggio personale a Giorgio Armani, scomparso lo scorso 4 settembre, ricordato come «un maestro che ha saputo insegnare cosa significa eleganza e coerenza».

I numeri diffusi da Brunello Cucinelli raccontano un percorso di crescita non episodica, ma strutturale. Superare l miliardo di fatturato nei primi nove mesi del 2025 è un traguardo che colloca la maison di Solomeo tra le realtà di moda più solide a livello internazionale, confermando la sua capacità di conciliare artigianalità, lusso e una gestione finanziaria prudente.

Approfondimento

Il dato più significativo è quello dell’Asia (+15,6%), che consolida il ruolo strategico di quell’area come motore della crescita del lusso, insieme al buon andamento del canale retail (+11,4%), segno di una fedeltà diretta dei consumatori al brand. Al tempo stesso, l’Europa (+8,9%) e le Americhe (+9,2%) garantiscono equilibrio geografico, limitando il rischio di dipendenza da singoli mercati.

Il terzo trimestre con 335,5 milioni di ricavi (+12%) dimostra una continuità di trend e rafforza le prospettive di chiudere l’anno attorno al +10% di crescita complessiva, in linea con le guidance già comunicate al mercato.

Da osservare anche la tenuta della marginalità, che Cucinelli definisce “sana ed equilibrata”:un dettaglio che fa la differenza in un settore dove i grandi marchi competono non solo sui volumi ma soprattutto sulla redditività.

In sintesi, i numeri raccontano una doppia realtà: da un lato un marchio che cresce grazie a un posizionamento di altissima gamma e a una rete di vendita sempre più capillare; dall’altro un gruppo che, anche in presenza di turbolenze di mercato come il caso Morpheus Research, continua a offrire agli investitori la prospettiva di una crescita stabile e sostenibile.

Cucinelli nel confronto con alcuni big del lusso

Il superamento del miliardo di ricavi nei primi nove mesi del 2025 consente a Brunello Cucinelli di consolidare il proprio posizionamento come “boutique globale del lusso”, con tassi di crescita in linea o superiori rispetto ai grandi gruppi internazionali.

Hermès, ad esempio, nel primo semestre 2025 ha riportato un incremento dei ricavi attorno a+12%, trainato come Cucinelli dal mercato asiatico e dalla forza del canale diretto. La maison francese è il riferimento assoluto del settore, ma i numeri di Solomeo dimostrano una dinamica simile, con crescita a doppia cifra e redditività in equilibrio.

Moncler, più vicino per dimensioni e struttura, ha archiviato il primo semestre con una crescita attorno al +7-8%, quindi inferiore al +10% che Cucinelli prevede a fine anno. Questo rafforza la percezione che il brand umbro stia intercettando con maggiore efficacia la domanda di lusso “silenzioso” e lifestyle.

LVMH, colosso da oltre 80 miliardi di fatturato, ha registrato crescite più contenute (+3-5%) in un contesto macro più complesso. La differenza è che per un gruppo così diversificato i mercati maturi pesano molto di più, mentre Cucinelli ha ancora margini di espansione importanti in Asia e Nord America.

La lettura strategica

Se i big consolidano la leadership con brand di massa globale, Cucinelli si conferma nella fascia più alta e selettiva del mercato, con una crescita più agile e sopra la media. La strategia “umanistica” – basata su prodotti a forte identità artigianale, distribuzione controllata e prezzi premium – si rivela vincente in una fase in cui i consumatori del lusso ricercano autenticità ed esclusività più che loghi vistosi.

In questo contesto, il +10% atteso per il 2025 e confermato per il 2026 non solo rafforza la fiducia degli investitori, ma accredita Cucinelli come una delle realtà di fascia alta più performanti al mondo, capace di competere con giganti pur mantenendo dimensioni più contenute e un’identità radicata in Italia e soprattutto in Umbria dove il Gruppo ha sede e offre opportunità di lavoro e formazione a molti giovani.

Articolo realizzato da Giovanni Spada per Quotidianiodell”Umbria ed Umbria Sette Giorni