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Bandecchi in Consiglio comunale: “Basta con gli show, la magistratura agisca con prudenza”

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Il sindaco di Terni torna sull’inchiesta che lo vede indagato, ribadisce la disponibilità a collaborare con gli inquirenti e risponde all’ANM: “Per i media oggi sono già un corruttore”

Dopo le perquisizioni disposte dalla Procura di Terni nell’ambito dell’inchiesta che lo vede indagato, il sindaco Stefano Bandecchi è tornato a intervenire pubblicamente sulla vicenda in apertura della seduta del Consiglio comunale di oggi, lunedì 6 luglio.

Nel suo intervento il primo cittadino ha ribadito la propria disponibilità nei confronti della magistratura, ha difeso il proprio operato e ha rivolto nuove critiche alle modalità con cui, a suo giudizio, sono state condotte e rese pubbliche le indagini, replicando anche alla presa di posizione dell’Associazione Nazionale Magistrati.

“Ho sempre rispettato il principio di legalità”

Bandecchi ha ricordato che l’indagine riguarda “il mio presunto atto di corruzione relativamente a un appalto con la Provincia dato fuori tetto ad una persona che è la stessa che ha ceduto alle mie aziende private la società sportiva Orvietana, operazione attraverso la quale ho potuto permettere alla Ternana di fare il campionato di Serie D”.

Il sindaco ha quindi espresso il proprio punto di vista sul ruolo della magistratura.

“La magistratura deve svolgere il lavoro per cui è pagata, deve fare chiare e approfondite indagini, ma deve uscire dalla demagogia e deve avere ben presente che in Italia una persona è innocente fino al terzo grado di giudizio”, ha dichiarato.

Riferendosi alle perquisizioni, ha aggiunto: “Quando mandano in giro 50 finanzieri per cercare non so cosa devono pensare a cosa questo può determinare”.

“Anche i politici hanno diritto alla tutela della reputazione”

Nel corso del suo intervento Bandecchi ha replicato anche alla nota diffusa nei giorni scorsi dalla Giunta esecutiva sezionale dell’Associazione Nazionale Magistrati del Distretto di Perugia.

“Rispondo all’Associazione Nazionale Magistrati che dice che loro non possono lavorare con il patema d’animo. Dovrebbero agire in modo prudente ed equilibrato, perché per i media adesso Bandecchi è un corruttore, per 15-20 mila euro”, ha affermato.

Secondo il sindaco, se ai magistrati deve essere garantita la serenità nello svolgimento del proprio lavoro, la stessa tutela dovrebbe essere riconosciuta anche a chi ricopre incarichi politici.

“Se c’è un errore, il danno resta”

Bandecchi ha poi criticato alcuni aspetti dell’impostazione investigativa, sostenendo che siano stati accomunati soggetti e attività differenti.

Nel passaggio finale ha rivolto un appello diretto ai magistrati: “Dico ai magistrati: basta con gli show! Uno show mediocre che ha creato una frattura insanabile perché il loro errore, se risultasse errore, non è più correggibile. Stiano più attenti a ciò che fanno, perché ledono le persone nei loro diritti fondamentali”.

Il sindaco ha infine confermato la propria disponibilità a collaborare con gli inquirenti per fornire ogni chiarimento ritenuto necessario.

L’inchiesta della Procura di Terni è tuttora nella fase delle indagini preliminari. Nei confronti delle persone coinvolte continua a valere il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.