768 lavoratori in cassa integrazione straordinaria e ore di Cigo in aumento. Il sindacato chiede sostegni, formazione e piani per nuove filiere industriali
Il settore automotive in Umbria resta in forte difficoltà. Secondo la Cgil regionale, insieme a Fiom e Filctem, sono 768 i lavoratori coinvolti nella cassa integrazione straordinaria (Cigs). A questi si aggiungono le ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (Cigo), in continuo aumento, e la cessazione di centinaia di contratti a termine e di somministrazione.
La situazione, evidenzia il sindacato, è aggravata da scelte nazionali ed europee: incentivi per l’auto elettrica senza adeguate infrastrutture, costi elevati e incertezza sulle regole europee per le emissioni di CO2 incidono sul mercato e sulle imprese locali, prevalentemente aziende di componentistica. “Le crisi nel settore derivano da mercati, volumi e dalla transizione tecnologica ed ecologica, che sarà inevitabile – spiega la Cgil Umbria –. Le imprese umbre rischiano di non reggere l’impatto”.
Al tavolo regionale, il sindacato ha chiesto la prosecuzione del monitoraggio, strumenti di sostegno al reddito, formazione mirata per i lavoratori in Cigo e Cigs e l’attivazione di un tavolo di lavoro per progetti di filiera e poli industriali. Importante anche il riferimento alla Zona economica speciale, per destinare risorse a interventi mirati al rilancio del comparto.
“Non possiamo permettere che l’Umbria resti indietro: servono investimenti e strategie concrete per tutelare lavoratori e imprese”, conclude la Cgil.










