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Ast Terni, il nodo energia al centro del vertice al Mimit

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Aperto un tavolo tecnico sulle grandi derivazioni idroelettriche. La Regione accelera sulla gara per la centrale di Pentima. Investimenti per 557 milioni entro il 2028

Il costo dell’energia resta uno dei nodi decisivi per il futuro di Acciai Speciali Terni. Il tema è stato al centro dell’incontro che si è svolto oggi, lunedì 28 settembre, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per monitorare l’attuazione dell’Accordo di programma sul polo siderurgico ternano.

Al tavolo hanno partecipato il ministro Adolfo Urso, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, gli assessori regionali Thomas De Luca e Francesco De Rebotti e gli altri soggetti coinvolti nell’Accordo. Nel corso del confronto sono stati ascoltati anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

Sul fronte energetico, uno dei principali risultati annunciati dalla Regione è l’apertura formale di un tavolo tecnico sul disegno di legge regionale pre-adottato relativo alle grandi derivazioni idroelettriche. Il confronto servirà a verificare preventivamente eventuali criticità sotto il profilo della legittimità costituzionale e a garantire un quadro normativo solido.

La Regione ha inoltre presentato un cronoprogramma che definisce le diverse fasi amministrative fino alla naturale scadenza delle concessioni idroelettriche, fissata al 2029.

Il tema energetico richiederà comunque ulteriori approfondimenti. Il ministro Urso ha indicato la necessità di proseguire il confronto tecnico insieme al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e alla Regione Umbria per individuare una soluzione sostenibile per l’impresa e il territorio e compatibile con la normativa europea.

Centrale di Pentima, verso una gara separata

Un passaggio specifico riguarda la centrale idroelettrica di Pentima. La Regione Umbria ha comunicato l’intenzione di avviare le procedure di gara nel più breve tempo possibile.

La gara sarà separata e autonoma rispetto alle altre concessioni regionali, anche in considerazione della particolare situazione patrimoniale dell’impianto: le opere bagnate sono infatti di proprietà di Arvedi AST.

Sul tavolo è tornato anche il tema del rottame ferroso. La presidente Proietti ha confermato la disponibilità della Regione a sostenere in sede europea le misure nazionali finalizzate a tutelare la competitività della siderurgia, con particolare riferimento al credito d’imposta per l’acquisto e l’utilizzo del rottame ferroso, misura destinata a incidere sui costi di produzione dei forni elettrici.

Il piano da 557 milioni di euro

Il vertice è servito anche a verificare lo stato di attuazione dell’Accordo di programma sottoscritto nel giugno 2025. Secondo il Mimit, il piano prevede 557 milioni di euro di investimenti entro il 2028 per l’efficientamento e l’ammodernamento degli impianti, il rafforzamento della produzione di acciaio inox, lo sviluppo dell’acciaio elettrico e gli interventi legati alla sostenibilità ambientale.

«Gli impegni assunti dal Mimit con l’Accordo di Programma per il rilancio, la riconversione industriale e la decarbonizzazione del sito di AST Terni sono stati mantenuti», ha dichiarato Urso, richiamando i Contratti di sviluppo e la normativa nazionale sui rottami ferrosi presentata a Bruxelles.

Il ministro ha quindi evidenziato la necessità di proseguire il monitoraggio sull’avanzamento degli investimenti e sul rispetto del cronoprogramma previsto dall’Accordo.

Occupazione e competitività dello stabilimento

Anche le organizzazioni sindacali hanno portato le proprie valutazioni al tavolo. Secondo la Regione, il confronto ha confermato i progressi sul versante degli investimenti e dei livelli occupazionali, ma allo stesso tempo la necessità di arrivare in tempi rapidi a risultati concreti sul costo dell’energia.

Una questione considerata centrale per garantire la competitività dello stabilimento ternano nel mercato europeo dell’acciaio.

Il monitoraggio dell’Accordo di programma proseguirà nei prossimi mesi. La Regione ha ribadito l’impegno a tutela dello stabilimento, dei volumi produttivi e dell’occupazione, affiancando alle iniziative normative regionali il sostegno alle misure energetiche nazionali ed europee.