Home Assisi Assisi capitale europea dell’ambiente: approvato il documento UE sulle politiche verdi

Assisi capitale europea dell’ambiente: approvato il documento UE sulle politiche verdi

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Oltre 150 amministratori e rappresentanti istituzionali da tutta Europa in Umbria per la riunione della Commissione ENVE. Via libera al documento che punta a rafforzare il Green Deal con meno burocrazia e più sostegno ai territori

L’Umbria si ritaglia un ruolo da protagonista nel dibattito europeo sulla transizione ecologica. Ad Assisi, infatti, la Commissione ENVE (Ambiente, cambiamenti climatici ed energia) del Comitato europeo delle Regioni ha approvato all’unanimità il documento dedicato all’attuazione e alla semplificazione delle politiche ambientali dell’Unione Europea.

Un risultato che rafforza il peso istituzionale della regione nel confronto sulle strategie ambientali europee e che vede in prima linea la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, relatrice del documento, affiancata dall’assessore regionale Thomas De Luca in qualità di esperto.

La riunione, ospitata alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli nelle giornate del 18 e 19 giugno, ha richiamato oltre 150 amministratori locali e regionali, tecnici e rappresentanti delle istituzioni comunitarie provenienti da diversi Paesi europei. A guidare i lavori il presidente della Commissione ENVE Konstantinos Bakoyannis, ex sindaco di Atene.

Ad aprire l’appuntamento sono stati gli interventi della presidente Stefania Proietti, del sindaco di Assisi Valter Stoppini e della vicepresidente della Provincia di Perugia Laura Servi.

Dopo l’approvazione della Commissione ENVE, il testo sarà esaminato dalla plenaria del Comitato europeo delle Regioni in programma il 13 e 14 ottobre. Se confermato, diventerà un documento ufficiale dell’Unione Europea e sarà trasmesso alle istituzioni comunitarie.

Il costo della mancata transizione ambientale

Il documento parte da una considerazione netta: non applicare le politiche ambientali costa più che investirvi. Secondo le stime riportate nel testo, la mancata attuazione delle normative europee genera ogni anno costi pari a circa 180 miliardi di euro tra spese sanitarie, morti premature e perdita di servizi ecosistemici.

Per raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo servirebbero invece investimenti aggiuntivi per 122 miliardi di euro l’anno. Un impegno economico che, secondo le valutazioni contenute nel documento, garantirebbe benefici superiori ai costi sostenuti.

Particolarmente significativo il ruolo attribuito agli enti locali. Regioni e comuni attuano infatti il 70% delle politiche di mitigazione climatica e il 90% di quelle di adattamento, ma spesso si trovano ad affrontare una cronica carenza di personale tecnico qualificato.

Le richieste all’Europa

Tra le principali proposte contenute nel documento figura la necessità di passare da una logica esclusivamente basata su controlli e sanzioni a un sistema che accompagni concretamente territori e amministrazioni nel raggiungimento degli obiettivi ambientali.

Il Comitato delle Regioni chiede inoltre che una parte delle risorse derivanti dalle sanzioni ambientali e dalle tasse sull’inquinamento venga reinvestita direttamente nelle comunità che subiscono i danni ambientali.

Nel testo trova spazio anche la richiesta di ridurre gli eccessi burocratici che spesso complicano l’applicazione delle direttive europee e la proposta di avviare il programma “Erasmus Green Regions and Cities”, destinato alla formazione di giovani professionisti da inserire negli enti locali.

Acqua, rifiuti e contrasto alle ecomafie

Ampio spazio viene dedicato alla qualità delle acque, alla gestione dei rifiuti e all’economia circolare. Il documento chiede maggiori investimenti per modernizzare i sistemi di depurazione, una stretta sulle sostanze inquinanti più pericolose e un rafforzamento delle politiche che incentivano il recupero e il riutilizzo delle materie.

Non manca un richiamo alla lotta contro i reati ambientali e il traffico illecito di rifiuti. Il Comitato delle Regioni sottolinea come le ecomafie rappresentino una minaccia per la salute pubblica e per il raggiungimento degli obiettivi ambientali europei, esprimendo sostegno ai sindaci impegnati quotidianamente nel contrasto a questi fenomeni.

Un confronto europeo che passa dall’Umbria

Il documento approvato ad Assisi è il risultato di un ampio percorso di confronto che ha coinvolto amministratori e rappresentanti istituzionali di tutta Europa. Durante l’iter sono stati presentati 50 emendamenti, successivamente integrati attraverso un lavoro di sintesi che ha portato alla definizione di un testo condiviso.

L’approvazione unanime rappresenta un riconoscimento importante per il lavoro svolto e conferma il ruolo dell’Umbria come luogo di confronto sui grandi temi della sostenibilità, della tutela ambientale e delle politiche europee per il futuro dei territori.