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Assisi, centomila fedeli in una settimana per l’ostensione di San Francesco

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Gratitudine dei frati: «Un’esperienza autentica di fede, nel silenzio e nella fraternità»

Si chiude con numeri imponenti la prima settimana di venerazione delle spoglie di San Francesco d’Assisi nella Basilica di San Francesco: circa centomila pellegrini hanno reso omaggio al Santo nella chiesa inferiore, mentre oltre trentacinquemila fedeli hanno partecipato alle Messe nella chiesa superiore.

«Il cuore si riempie di gratitudine», ha dichiarato fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento, sottolineando come l’atmosfera raccolta e silenziosa davanti alle spoglie confermi il desiderio di un’esperienza spirituale autentica, lontana da ogni forma di spettacolarizzazione. Volontari, frati, istituzioni locali e forze dell’ordine hanno contribuito alla gestione dell’afflusso, resa possibile anche grazie alle offerte dei fedeli, destinate a coprire i costi organizzativi e a sostenere le opere di carità francescane.

Grande attenzione è stata riservata alle persone con disabilità, con un servizio dedicato che ha facilitato l’accesso a circa sessanta pellegrini al giorno, mentre prosegue il percorso di abbattimento delle barriere architettoniche nel complesso conventuale. Presente lungo il tragitto anche personale sanitario per eventuali interventi di primo soccorso.

La settimana è stata arricchita da momenti di approfondimento scientifico, tra cui le osservazioni condotte dal professor Philippe Charlier, i cui esiti saranno resi noti nei prossimi mesi. Tra gli appuntamenti ecclesiali, l’assemblea della Conferenza Episcopale Umbra con circa 400 delegati.

Le prenotazioni restano obbligatorie e gratuite esclusivamente tramite il portale ufficiale sanfrancescovive.org. Gli organizzatori invitano a diffidare da canali alternativi, che potrebbero celare tentativi di truffa.

Nel contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, dal Sacro Convento arriva anche un appello alla pace: l’esempio del Santo, riconosciuto come “Fratello universale”, richiama governi e popoli a scegliere la via del dialogo e della diplomazia, accogliendo gli inviti del Pontefice alla non violenza e alla fraternità.