Il quarantatreenne marocchino è stato riconosciuto da alcuni clienti in un locale di Vascigliano mentre faceva colazione.
È stato arrestato mentre faceva colazione in un bar di Vascigliano, apparentemente tranquillo e inconsapevole di essere ormai braccato da ore dalle forze dell’ordine. Si è conclusa così la fuga di Mohamed El Messaoudi, il quarantatreenne marocchino accusato della brutale aggressione compiuta sabato pomeriggio a bordo dell’autobus della linea 22 tra Terni e Santa Lucia di Stroncone, dove la moglie Fatiha El Afghani è stata colpita ripetutamente alla testa con un martello davanti ai passeggeri terrorizzati.
L’uomo era ricercato dalla tarda serata di sabato, dopo il violentissimo episodio che ha sconvolto l’intera comunità ternana e portato l’Umbria al centro della cronaca nazionale. Le ricerche si sono concentrate soprattutto nella zona di Stroncone e nelle aree limitrofe, fino alla svolta arrivata nelle prime ore della mattinata.
Determinante è stata la prontezza di alcuni clienti presenti all’interno del bar di Vascigliano. Osservando attentamente il volto dell’uomo, diversi avventori lo hanno riconosciuto grazie alle fotografie diffuse dagli investigatori nelle ore successive all’aggressione. Nonostante la tensione del momento, tutti hanno mantenuto la calma per evitare reazioni imprevedibili.
È partita così la telefonata ai carabinieri, arrivati nel locale nel giro di pochi minuti. I militari hanno circondato la zona e bloccato Mohamed El Messaoudi senza che opponesse resistenza. Secondo quanto ricostruito, il quarantatreenne si sarebbe alzato dal tavolo proprio poco prima dell’intervento dei carabinieri, probabilmente intenzionato a raggiungere la fermata dell’autobus.
Nel locale, al momento dell’arresto, era presente anche Luca Liberati, esponente locale della Lega, che ha raccontato i momenti precedenti al fermo. “Abbiamo riconosciuto subito il volto dalle immagini diffuse dalle forze dell’ordine – racconta –. Era seduto tranquillamente, sembrava una persona serena, come se nulla fosse accaduto. Nessuno però ha perso la lucidità e qualcuno ha immediatamente avvertito i carabinieri. In pochi minuti è stato fermato”.
L’arresto chiude una vera e propria caccia all’uomo partita dopo l’aggressione avvenuta sul bus partito dalla stazione ferroviaria di Terni e diretto verso Stroncone. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Mohamed El Messaoudi avrebbe inizialmente cercato di sottrarre il telefono cellulare alla moglie, per poi afferrare un martello e colpirla violentemente più volte alla testa.
Scene di puro terrore quelle vissute a bordo del mezzo pubblico. La giovane autista e i passeggeri hanno assistito impotenti all’aggressione, mentre qualcuno cercava di prestare soccorso alla donna e altri chiamavano il 118 e le forze dell’ordine.
Le condizioni di Fatiha El Afghani restano molto gravi. La donna, cinquantadue anni, è ricoverata all’ospedale Santa Maria di Terni dove i medici continuano a monitorare costantemente il quadro clinico dopo il grave trauma cranico provocato dai colpi ricevuti. Secondo quanto trapela dall’ambiente sanitario, la situazione rimane delicata anche se nelle ultime ore le condizioni sarebbero stazionarie.
Le indagini coordinate dalla Procura di Terni stanno facendo emergere un quadro familiare già segnato da episodi di tensione e violenza. Mohamed El Messaoudi era arrivato in Italia nel novembre scorso tramite ricongiungimento familiare. Dopo un breve periodo di lavoro in un cantiere ternano, dove si occupava di lavori in quota e rocciatura, i rapporti con la moglie si sarebbero progressivamente deteriorati.
Non si sarebbe trattato del primo episodio di aggressività. Già nei mesi scorsi il quarantatreenne era stato arrestato per comportamenti violenti nei confronti della donna. A suo carico erano state disposte misure cautelari come l’allontanamento dalla casa familiare e il controllo tramite braccialetto elettronico, provvedimenti emessi nel mese di aprile dopo un precedente intervento delle forze dell’ordine. Misure che però non sono riuscite a evitare la drammatica escalation culminata nell’aggressione di sabato pomeriggio.
Ora Mohamed El Messaoudi si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre gli investigatori continuano a ricostruire nel dettaglio ogni fase della vicenda. Intanto tra Terni e Stroncone resta profondo lo sgomento per un episodio che ha scosso l’intera comunità umbra e riacceso il dibattito sulla violenza domestica e sulla protezione delle vittime.































