L’ex magistrato di Foggia si insedia a Palazzo Gazzoli e annuncia una linea di fermezza su furti, truffe e droga. “Serve vigilanza contro le infiltrazioni economiche della criminalità”
Cambio al vertice della procura di Terni: Antonio Laronga, già procuratore aggiunto a Foggia, ha ufficialmente assunto la guida dell’ufficio giudiziario umbro dopo il giuramento al Palazzo di Giustizia. Con alle spalle quasi trent’anni di esperienza nella lotta alle mafie e alla criminalità organizzata, Laronga arriva in una città che definisce «accogliente e operosa», promettendo un’azione concreta e quotidiana «al fianco della comunità».
Le priorità: reati comuni e sicurezza
Nel suo primo incontro con la stampa, il nuovo procuratore ha indicato con chiarezza le priorità: contrasto ai furti in abitazione, alle truffe ai danni degli anziani e allo spaccio di droga. «Sono reati che colpiscono la carne viva delle persone — ha sottolineato — e richiedono una risposta immediata e determinata».
Autonomia e trasparenza
Laronga ha posto l’accento sull’indipendenza dell’ufficio: «La procura di Terni agirà in piena autonomia, senza condizionamenti esterni né interni. Il nostro compito è garantire una giustizia imparziale, orientata esclusivamente alla ricerca della verità».
Allerta infiltrazioni mafiose
Pur riconoscendo che in Umbria non esistono organizzazioni criminali radicate, Laronga ha invitato a non abbassare la guardia: «Le mafie investono dove ci sono soldi e possibilità di profitto. Nessun territorio può dirsi immune, per questo serve una vigilanza diffusa e la collaborazione della società civile».
Strutture e personale da potenziare
Il procuratore ha inoltre segnalato le criticità logistiche e organizzative dell’ufficio di Palazzo Gazzoli: spazi inadeguati e carenza di personale amministrativo, con una scopertura superiore al 20%. «Un’istituzione così centrale — ha osservato — non può essere mortificata da condizioni strutturali che ne limitano l’efficienza».
“La giustizia come servizio”
Con un approccio diretto e un forte richiamo alla responsabilità collettiva, Laronga apre così una nuova fase per la giustizia ternana: «Il processo non è un’arena dove si vince o si perde — ha concluso — ma un servizio reso alla collettività, nel segno dell’imparzialità e del rispetto per tutte le parti».














