Prima udienza davanti alla Corte d’Assise di Perugia: respinte le eccezioni, ascoltati gli investigatori sulla scomparsa e sul ritrovamento del corpo
È iniziato oggi, 22 aprile, il processo per la morte di Andrea Prospero, lo studente di Lanciano trovato morto il 29 gennaio dello scorso anno in un appartamento preso in affitto a Perugia. Davanti alla Corte d’Assise, presieduta dal giudice Angela Avila, si è aperto il dibattimento con la presenza in aula dell’imputato Emiliano Volpe, accusato di istigazione al suicidio.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, il giovane avrebbe incitato la vittima attraverso chat a ingerire un mix di farmaci, seguendo anche le fasi finali del gesto. Una versione che sarà ora vagliata nel corso del processo.
Nel corso dell’udienza, i giudici hanno respinto le eccezioni sulla costituzione di parte civile dei familiari di Prospero. Spazio poi alle prime testimonianze: in aula gli agenti della polizia giudiziaria che hanno ricostruito le fasi della scomparsa e del ritrovamento del corpo.
L’allarme era scattato il 24 gennaio, quando la sorella gemella aveva denunciato la scomparsa dopo che lo studente non si era presentato a un appuntamento e aveva interrotto ogni contatto. Le ricerche, durate diversi giorni, si erano concluse il 29 gennaio con il ritrovamento nell’abitazione di via del Prospetto.
All’interno dell’appartamento gli investigatori avevano sequestrato numerosi oggetti, tra cui schede Sim intestate a prestanome, telefoni cellulari danneggiati, carte di credito e altro materiale. Alcune utenze telefoniche sono risultate riconducibili a truffe online segnalate in varie parti d’Italia.
Il procedimento entrerà ora nel vivo con le prossime udienze, dedicate all’ascolto di ulteriori testimoni e all’analisi degli elementi raccolti durante le indagini.





























