Il presidente Andrea Ragnetti chiede ai soci di procedere in tempi brevi con il rafforzamento patrimoniale. Sul tavolo gli investimenti non coperti da fondi pubblici, mentre con i sindacati si apre una nuova fase nelle relazioni industriali. Ma dietro i record di passeggeri emerge la vera sfida: trasformare la crescita del San Francesco d’Assisi in un modello economicamente sostenibile.
L’aumento di capitale della Sase diventa uno dei passaggi centrali della nuova fase dell’Aeroporto internazionale dell’Umbria “San Francesco d’Assisi”. Il presidente Andrea Ragnetti, nel corso dell’incontro con le organizzazioni sindacali, ha fatto il punto sul percorso avviato con i soci della società di gestione, chiamati a confermare in tempi brevi la volontà di partecipare all’operazione.
La parola utilizzata da Sase è significativa: necessario. L’aumento di capitale dovrà infatti consentire di sostenere la quota degli investimenti che non sarà coperta attraverso risorse pubbliche. Ma la partita non riguarda soltanto il finanziamento dello sviluppo futuro dello scalo. C’è anche una questione patrimoniale e regolatoria legata proprio alla crescita dell’aeroporto umbro.
Un passaggio fondamentale per comprendere il quadro è contenuto nella legge regionale 31 luglio 2026, numero 11, con la quale la Regione ha autorizzato Sviluppumbria a partecipare all’aumento di capitale di Sase per concorrere al mantenimento dei requisiti patrimoniali previsti per le società di gestione aeroportuale e dare seguito alle prescrizioni dell’Enac. La relazione sul governo societario di Sase aveva già delineato la situazione. Il capitale sociale risultava pari a circa 1,18 milioni di euro e, dopo il superamento della soglia dei 300mila passeggeri annui e il consolidamento dell’aeroporto nella fascia compresa tra 300mila e un milione di viaggiatori, l’Enac aveva chiesto nel luglio 2025 l’adeguamento del capitale al minimo previsto per questa classe di traffico.
Un particolare tutt’altro che secondario: la stessa società aveva precisato che l’adeguamento patrimoniale era conseguenza della normativa applicabile in relazione all’aumento dei volumi di traffico e non di difficoltà determinate dall’andamento economico-finanziario di Sase. Adesso, però, Ragnetti vuole stringere i tempi. «Nel corso della riunione – spiega Sase – è stato dato un aggiornamento del percorso necessario ad ottenere da tutti i soci la conferma della volontà di procedere in tempi brevi all’aumento di capitale», operazione indispensabile anche per «garantire la copertura della quota degli investimenti non finanziata attraverso risorse pubbliche».
Parallelamente, la società ha avviato una razionalizzazione dei diversi capitoli di spesa. L’obiettivo dichiarato è mettere insieme sostenibilità economica, capacità di investimento e sviluppo dell’aeroporto. Ed è probabilmente qui che si trova uno dei passaggi più delicati della nuova gestione.
Ragnetti e i sindacati: cambia il clima in Sase
L’incontro tra il presidente e Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo non è stato dedicato soltanto ai conti. Sul tavolo sono finite alcune questioni che interessano direttamente i dipendenti dell’aeroporto. Da settembre 2026 scatterà l’aumento di un euro del buono pasto, mentre è già stato riconosciuto un bonus di 10 euro mensili per il lavaggio degli indumenti da lavoro. Rimane da risolvere il pregresso. Sase ha manifestato la disponibilità ad aprire un tavolo per arrivare a una possibile conciliazione sindacale e Ragnetti, dopo una verifica dell’impatto economico, si è impegnato a formulare una proposta per chiudere bonariamente la questione.
È stata inoltre concordata la proroga per un altro anno del premio di risultato, alle condizioni attuali. Alla scadenza azienda e organizzazioni sindacali torneranno a discutere sia dell’eventuale mantenimento del premio sia degli obiettivi ai quali collegarlo. La società si è detta disponibile anche a valutare eventuali percorsi di uscita per il personale vicino alla pensione che manifesti interesse.
Dal fronte sindacale è arrivato un giudizio positivo sul cambio di passo. Le organizzazioni dei lavoratori parlano di un percorso verso il recupero di «corrette relazioni industriali». Tra le questioni sollevate resta quella del rafforzamento della gestione del personale attraverso una figura specificamente dedicata alle risorse umane.
Ragnetti: «Il confronto con i lavoratori parte della crescita»
Il nuovo presidente sembra voler fare del dialogo con le rappresentanze dei lavoratori uno degli elementi strutturali della sua gestione.«Il confronto con i lavoratori e con le organizzazioni sindacali – ha spiegato Ragnetti – rappresenta una componente importante del percorso di crescita della società». Una crescita che, secondo il manager, richiede di tenere insieme «attenzione alle persone, qualità dell’organizzazione, equilibrio economico e capacità di programmare gli investimenti».Ragnetti, arrivato alla presidenza di Sase nella primavera del 2026, porta con sé una lunga esperienza manageriale nel settore, compreso l’incarico di amministratore delegato di Alitalia tra il 2012 e il 2013.
Il nostro commento: Adesso i record non bastano più, occorre sostegno per lo sviluppo
Il paradosso è solo apparente. L’Aeroporto dell’Umbria cresce e proprio perché cresce ha bisogno di più capitale, più investimenti e di un’organizzazione adeguata alla nuova dimensione raggiunta. È questo il punto politico e industriale della vicenda Sase. Per anni il dibattito intorno al San Francesco d’Assisi si è concentrato quasi esclusivamente su una domanda: quanti passeggeri fa?Oggi quella domanda non basta più. L’aumento dei viaggiatori ha cambiato la scala del problema. Bisogna chiedersi quanto costa sostenere quella crescita, quali investimenti saranno necessari, quanto dovrà intervenire il pubblico e quale quota potrà essere sostenuta dalla società e dai suoi azionisti.
L’aumento di capitale non va quindi automaticamente letto come il segnale di un aeroporto in difficoltà. Una parte della necessità di rafforzamento patrimoniale deriva, al contrario, dal salto di categoria determinato dall’incremento del traffico e dai conseguenti requisiti richiesti dall’Enac. Ma questo non significa che la questione finanziaria possa essere liquidata come un semplice adempimento tecnico. La frase forse più importante del comunicato Sase è un’altra: la società deve coprire la parte degli investimenti non finanziata attraverso risorse pubbliche. E contemporaneamente sta razionalizzando la spesa. Due elementi che meritano attenzione perché dicono che la crescita ha un costo e che adesso occorre costruire un equilibrio capace di durare.
Ragnetti si trova quindi davanti a una fase diversa rispetto a quella dell’espansione pura. Deve convincere i soci a mettere risorse, programmare gli investimenti, tenere sotto controllo i costi e, nello stesso tempo, evitare che la pressione della crescita ricada sull’organizzazione e sui lavoratori.Anche per questo il riavvicinamento con i sindacati non è un dettaglio.

Il vero banco di prova del nuovo presidente sarà trasformare il successo dei numeri in solidità industriale. Perché riempire gli aerei e battere record è fondamentale. Ma per uno scalo che vuole definitivamente cambiare dimensione, la sfida successiva è dimostrare che quella crescita è sostenibile, finanziabile e strutturale.
Ed è probabilmente su questo terreno, più che sul prossimo record mensile di passeggeri, che si misurerà la nuova stagione del San Francesco d’Assisi.































