Verso le amministrative, già sono iniziati i giochi

Da una parte un centrodestra convinto che cambierà tutto il quadro politico, dall’altra un centrosinistra avvolto nella nebbia e in stato confusionale

Di Germano Casini – Al via le consultazioni ufficiose per le candidature alle prossime elezioni comunali e regionali. Da una parte c’è un centrodestra ormai convinto che l’agone politico sia spazzato da venti forti e dunque destinato a cambiare radicalmente faccia e fisionomia dell’intera regione. Dall’altra c’è un centrosinistra ancora indefinito, avvolto com’è dalla polvere delle polemiche e delle critiche perlopiù autoflagellanti, che lo tengono ancorato in eterne discussioni e battibecchi, inutili quanto sterili.

Fra le tante incertezze appare per ora solo una cosa fattibile, la rielettura di Andrea Romizi a sindaco di Perugia, sul cui nome si sta aggregando tutto il centrodestra, con qualche “riserva” in verità della Lega, disposta a dire sì al Romizi bis solo se Forza Italia non va verso un nuovo Nazareno col Pd. In quel caso il Carroccio saluterà l’alleanza per le prossime amministrative. Dovrà essere Romizi, in quel caso, a smarcarsi dagli azzurri. Non finisce qui. Comunque sia il segretario regionale Virginio Caparvi, quello cittadino Gianluca Drusian e il senatore Simone Pillon, incaricato di gestire le amministrative perugine, ci tengono a ribadire che l’appoggio non è scontato e che gli eventuali accordi si faranno solo sui programmi.

Chi invece non manifesta dubbi è il movimento Energie per l’Italia, il movimento politico fondato dall’ex amministratore delegato di Fastweb Stefano Parisi, che in Umbria ha come coordinatore regionale Andrea Calabro, che assicura il pieno appoggio al sindaco, anche come segnale di unità e di potere aggregativo che tale nomina rappresenta.

Guardando ad altre realtà, come per esempio Foligno, la Lega ha fatto sapere che non è assolutamente disposta a cedere nessuna posizione: se così fosse, l’azzurro Riccardo Meloni sarebbe costretto a fare un passo di lato. Qui il centrosinistra punterebbe addirittura all’assessore regionale alla Sanità Luca Barberini, ma è una partita tutta da giocare.

A Bastia, il dopo Ansideri dovrebbe essere una sfida tra l’assessore uscente Paola Lungarotti, tra Erigo Pecci e Ramona Furiani per il centrosinistra. A Marsciano, dopo Alfio Todini una delle più papabili alla successione è l’assessore Valentina Bonomi. Una città che per la Lega potrebbe essere giocata sul nome dell’avvocato Francesca Mele, mentre Fratelli d’Italia punta su Manuela Taglia. Gubbio è un caso a parte. Come sempre. Nel Pd Andrea Smacchi ha buone carte da giocare.
A Torgiano, il centrodestra fatica a trovare una figura capace di ereditare i consensi di Marcello Nasini.

A Gualdo Tadino, per poter sfidare l’uscente Massimiliano Presciutti, si è messa in pista la candidata leghista Alessia Raponi, che comunque deve superare il veto di Forza Italia.

Al Trasimeno votano dieci Comuni. Dalle parti del centrosinistra, danno come molto probabile il passaggio di testimone tra Sergio Bacino e Matteo Burico a Castiglione del Lago, anche se per l’avvicendamento potrebbero essere necessarie le primarie. Francesca Traica può essere, invece, un’ipotesi per il centrodestra.

Per restare dalle parti del Lago, se è scontata la ricandidatura di Giacomo Chiodini a Magione, di meno quella di Fausto Scricciolo a Città della Pieve.

A Tuoro Patrizia Cerimonia può correre per il secondo giro, il centrodestra guarda a Elena Minciaroni.

Con larghissimo anticipo, i partiti del centrodestra cominciano a misurarsi anche per la corsa alla Regione.

La Lega punterebbe tutto su Donatella Tesei, ma c’è da dire che Giorgia Meloni chiederà una presidenza per Fratelli d’Italia.