Troppi minorenni a “rischio crimine”

Come nel resto del Paese lo si deduce dall’aumento dei procedimenti penali a loro carico

di Alberto Laganà – Le cronache nazionali riportano ogni giorno di crimini, anche efferati, compiuti da minorenni, e l’Umbria non fa eccezione. E non c’è neppure una differenza di sesso nel delinquere e soprattutto diminuisce l’età “d’iniziazione”, che arriva fino a 14 anni.

Poi colpiscono le motivazioni di queste mini bande che vanno dal puro vandalismo al furto anche di irrilevante entità.

Fino a qualche decennio fa la tipologia più frequente era la bravata più per mettersi in mostra che creare danni, ora invece complice anche la televisione e l’ampio mondo svelato da internet è tutto amplificato.

Questo fenomeno preoccupante è stato ben delineato nella relazione sull’amministrazione della giustizia in Umbria resa nota nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Il presidente della Corte d’Appello, Mario Vincenzo D’Aprile, ha sottolineato come il “fenomeno della devianza minorile sia più marcata nelle aree urbane e invoca l’intervento delle istituzioni”. Secondo il presidente D’Aprile la devianza minorile si accentra “soprattutto nelle zone dei centri storici degradati, spesso diventati rifugio e dimora di extracomunitari, prostitute e tossicodipendenti, nonché nei quartieri periferici di più recente urbanizzazione.

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