Tommaso Bori (Pd): “No a discriminazioni, test sierologici per tutti i cittadini”

Lettera aperta del consigliere regionale alla presidente della Regione Tesei

Tommaso Bori

Tommaso Bori

Il capogruppo del Partito democratico, Tommaso Bori invia una lettera aperta alla presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei con la quale le chiede di “esercitare il ruolo di governo e non solo di ordinaria amministrazione, come fatto finora: l’Umbria può essere la prima Regione a portare avanti lo screening di popolazione sugli asintomatici, per tutti e non riservato a pochi, organizzato e non opportunistico come ora”. “Agli oltre 5mila asintomatici distribuiti in 40 comuni umbri che saranno sottoposti a screening grazie alla ricerca del Ministero della Salute, insieme all’Istituto Superiore di Sanità e all’Istat – scrive Bori -, vanno aggiunti tutti gli altri cittadini asintomatici: è fondamentale conoscere il dato reale della popolazione già esposta al virus, compreso chi ha avuto sintomi lievi o totalmente assenti. Solo così si potranno assumere scelte basate su dati scientifici ed evidenze oggettive”. Nella lunga missiva, Bori ricorda che “la storia della sanità è segnata da punti di svolta che hanno richiesto scelte coraggiose, in quei momenti l’Umbria è sempre stata protagonista. È stato possibile grazie alle due realtà radicate nel nostro territorio, entrambe pubbliche e aperte a tutti, che nei cambiamenti hanno saputo fare la differenza: la sanità pubblica e l’università pubblica”.

“È stato così – ricorda Bori – quando si è scelto di sopprimere il sistema sanitario mutualistico e assicurativo per istituire il Servizio Sanitario Nazionale, pubblico e universalistico, con la legge 833/’78 che porta molte firme umbre della scuola di Igiene del nostro ateneo. Stesso percorso virtuoso è stato quello di creazione dei consultori in tutto il territorio regionale, di tutela della salute della donna e della maternità consapevole con la massiccia adesione al percorso della legge 194/’78”. “Più volte l’Umbria – continua Bori – ha fatto da apripista in campo sanitario: è stato così per la salute mentale. Quando gli amministratori locali, insieme agli operatori sanitari e al mondo universitario, hanno intrapreso il percorso di chiusura dei manicomi psichiatrici e di abolizione delle forme di contenzione del paziente. L’Umbria è stata all’avanguardia, riformando in senso democratico la psichiatria e promuovendo la creazione di servizi territoriali per la diagnosi e la cura dei disturbi psichiatrici. Tutto questo avveniva quasi 10 anni prima dell’esperienza di Basaglia che ispirò la legge 180/’78 che porta simbolicamente il suo nome”.

“Nel campo degli screening – scrive Bori nella lettera alla presidente Tesei – l’Umbria ha fatto scuola: è stata tra le prime regioni ad organizzare in maniera efficace e capillare il pap-test gratuito e accessibile a tutte le donne per prevenire tumore della cervice uterina, ad oggi quasi azzerato, salvando così migliaia di vite ed evitando molte sofferenze ad altrettante pazienti. È stata, anche, apripista nel programma di screening per la prevenzione dei tumori del colon retto che, per invitare la popolazione target a sottoporsi al test per la ricerca del sangue occulto, ha inviato a casa delle persone il kit completo e le istruzioni per fare gratuitamente e autonomamente il prelievo del campione. Questo solo per fare alcuni esempi di scelte strategiche”.

“Oggi – scrive Bori – la storia bussa di nuovo alla porta, lo fa con la prima pandemia del nuovo millennio e noi dobbiamo essere all’altezza della sfida. Dobbiamo combattere le discriminazioni, anche in campo sanitario, rendendo i test sierologici per la ricerca degli anticorpi contro il coronavirus accessibili a tutti. A prescindere dal conto in banca o dello status sociale. Appoggiamo la proposta lanciata da Nicola Zingaretti di inserirli nei Livelli essenziali di assistenza, abbiamo già richiesto alla Regione Umbria di farsene carico da subito, in particolare per le categorie più fragili”. “Ma non vogliamo fermarci qui – puntualizza il capogruppo del Partito democratico -: in Umbria la sanità pubblica e l’università pubblica possono, ancora una volta, indicare la strada in Italia e in Europa. Ma per riuscirci servono capacità e visione. Perché non ci può essere ripartenza economica e coesione sociale senza sicurezza sanitaria. Noi – conclude – siamo al lavoro, dal primo momento dell’emergenza, per garantirle”.