Todis: “Cari genitori offriamo ai vostri bambini frutta gratis”

La Iges, la società che detiene il marchio Todis, mette in campo sempre più iniziative mirate al sociale.
Dopo aver aderito in maniera fattiva all’evento tenutosi all’“Hotel Giò” di Perugia, organizzato dall’Aic (Associazione italiana celiachia), che ha visto esperti venuti da tutta Italia trattare la delicata tematica dell’intolleranza al glutine, presentando con un suo stand, curato dal responsabile alla qualità Marco De Angelis, la linea per celiaci, denominata “Solo Sano” e omaggiando il pubblico di alcuni prodotti senza glutine che vengono regolarmente esposti negli scaffali del Todis, ora ha dato vita ad un’altra iniziativa.

Ce ne parla direttamente Massimiliano Rossi, dirigente commerciale marketing di Todis, che prima spiega come «proprio sul fronte della Celiachia abbiamo dimostrato di essere molto recettivi e sensibili. I primi in Italia. Sono già 5 anni che abbiamo focalizzato l’attenzione su questa problematica. Tanti prodotti a scaffale, in aree dedicate, di modo che non costringiamo il cliente celiaco a girare tutto il punto vendita. Adottando una politica dei prezzi che guarda molto al rapporto qualità/prezzo, tanto da renderci competitivi rispetto a tutti gli altri negozi specifici». E poi ricorda come a questo servizio venga ora affiancato un altro progetto, quello di dare frutta gratuita ai nostri figli, all’interno del punto vendita Todis. «L’idea l’ho copiata – afferma Rossi – (ebbene sì lo confesso, a volte per innovare copio!) da Fred Meyer, un noto retailer americano durante un Retail Tour negli Usa. Mi sono piaciute la semplicità del messaggio, e allo stesso tempo la potenzialità. Mi sono chiesto come mai in Italia ancora nessuno (per quel che ne so) lo avesse importato. Da lì a realizzarlo il passo è stato breve. A fronte di costi esigui la portata del messaggio è più di tutto importante non tanto in termini di business, (certo è innegabile il ritorno sulla equity d’insegna), ma vorrei parlare piuttosto di valore: daremo frutta gratuitamente ai nostri figli, all’interno del punto vendita. Ieri mi hanno inviato una foto con un bambino che sorride mentre prende un frutto dal nostro espositore. Qualcuno scherzando mi ha detto che questo mese il mio stipendio sarebbe stato pagato in sorrisi… beh se il risultato è che i nostri bimbi gioveranno di un frutto, e se anche solo in parte contribuiremo ad una sana educazione alimentare… direi che si potrebbe anche fare! A quanto pare siamo stati i primi in Italia a farlo, ma aggiungo, in barba al vantaggio competitivo che siamo sempre attenti a salvaguardare il più a lungo possibile, che stavolta spero proprio che altri colleghi del retail copieranno come ho fatto io, e in fretta!».