Dopo terremoto in Valnerina, tra case inagibili e chiese danneggiate

Solo il 50% degli immobili è abitabile e un altro 15% potrebbe aver bisogno di lavori di sistemazione. L’ospedale di Cascia è fuori uso e verrà ospitato nei locali di un convento

di Alberto Laganà – Il 24 agosto dello scorso anno c’è stato un violento terremoto seguita da una intensa attività tellurica, che ha interessato gran parte del territorio della Valnerina, con repliche Il 26 ed il 30 ottobre e, a parte qualche replica di poco conto, solo ora c’è un po’ di serenità tra i residenti. Questo è il momento di un primo bilancio, anche a seguito degli accertamenti definitivi effettuati sugli edifici (solo a Norcia oltre 25 mila); ebbene nel principale comune del comprensorio montano umbro il 43% degli immobili sono totalmente o parzialmente inagibili mentre a Cascia i danni maggiori sono nelle frazioni.

Solo il 50% degli immobili è abitabile e se ne potrebbe aggiungere un altro 15% che ha bisogno di lavori di sistemazione se si fosse già proceduto all’assegnazione di fondi a favore di chi vuole tornare ad abitare a casa propria nel più breve tempo possibile. Il dato positivo è che la ricostruzione effettuata dopo il disastroso terremoto del 1997 ha in parte limitato i danni, diverso il discorso per quelli inferti al patrimonio artistico e religioso, che costituiscono anche una importante attrattiva per il turismo e sono grande fonte di reddito per quelle comunità. Infatti a Norcia e dintorni la quasi totalità delle chiese è inagibile ed è sotto gli occhi di tutti di come è ridotta quella di San Benedetto dove sta in piedi, e a fatica, solo la facciata.

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