Terni, futuro Ast: incontro domani al Mise con l’incognita Sorial

La crisi mondiale e scelte aziendali rendono oscuro il futuro dell’azienda

Quale sarà il futuro dell’Ast Terni stretta nella morse della crisi mondiale e del disimpegno degli azionisti di maggioranza che spuntano prezzi migliori in Asia?

I sindacati denunciano disorganizzazione nel lavoro da parte dell’azienda e attaccano Confindustria che non dialoga con i rappresentanti dei lavoratori ma gli stessi sindacati sono più impegnati ad attaccare il governo piuttosto che collaborarci.

Intanto i finlandesi di Topojarvi, che hanno vinto l’appalto per gestire le scorie della discarica, stanno cercando partner italiani e il M5S regionale sta cercando di capire come finirà l’indagine del procuratore della Repubblica sulle 14 aziende che hanno l’Aia.

E’ chiaro che tutto ruota intorno al riassetto da parte della multinazionale Thyssen Krupp, con il fondo Elliott che tenta di rimettere in discussione la joint venture con Tata Steel il difficile momento dell’economia mondiale ed i dazi che hanno rimesso in gioco le produzioni asiatiche. L’incontro al Ministero dell’Economia avviene con molti punti interrogativi: perchè Ast non è un’azienda in stato di crisi e neppure in vendita, dato che Tissen e krupp, nella riorganizzazione avvenuta dopo la fusione e il successivo scorporo, l’ha rilanciata come azienda strategica per il gruppo.

Sul tavolo delle trattative il numero dei dipendenti che scndono da 2400 a 2300 e da 1 milione di tonnellate di fuso si scende a 920, mentre gli investimenti saranno di 50 milioni.