Spoleto, in nove verso il processo per l’esplosione a Baiano

La Procura notifica la conclusione delle indagini. L’accusa è di lesioni colpose aggravate

Molti umbri ancora ricordano la vicenda dell’esplosione avvenuta nello stabilimento militare di Baiano di 3 anni fa e la giovane operaia rimasta gravemente ferita, ebbene il procuratore capo Alessandro Cannevale si prepara a chiedere il processo per nove persone, tra cui il colonnello Gioacchino Paolucci che dirigeva lo “spolettificio” di Spoleto.

La conclusione delle indagini certifica responsabilità a carico di due militari e sette civili, tutti accusati di lesioni colpose aggravate per le ferite riportate il 22 dicembre 2016 dalla giovane lavoratrice interinale di Montefalco. Coordinate da Cannevale in collaborazione con i carabinieri, le indagini hanno richiesto alcune consulenze tecniche per ricostruire come si sia innescata l’esplosione durante l’assemblaggio degli ordigni.

A tre anni dall’incidente all’interno del sito dell’Agenzia industria difesa del ministero, gli inquirenti hanno trovato il bandolo della matassa. Come dicevamo l’avviso di conclusioni indagini dei giorni scorsi è stato recapitato al colonnello Paolucci, all’ufficiale militare a capo servizio controllore collaudo Fabio Cherubini, al progettista delle postazioni di lavoro Paolo Pantaleoni, al capo reparto Manfredi Proietti e al capo settore servizio e collaudo Fabrizio Rossi per omissione colposa di cautele contro disastri o infortuni sul lavoro e lesioni colpose aggravate. Per lesioni colpose dovranno difendersi il dirigente della sicurezza Michele Passeri, il responsabile del servizio prevenzione Silvestro Campana e gli addetti ai collaudi Antonella Rosati e Luigi Mancini.