Sale il numero dei morti sulle strade: vittime dell’incoscienza e dell’idiozia

In Umbria in un anno si sono verificati 2.361 incidenti, che hanno causato la morte di 48 persone e il ferimento di altre 3.258

di Geremia Lucenti – Come sempre la “Giornata Mondiale in Memoria delle Vittime della Strada” si rivela una data importante, un’occasione per prendere atto che di certe tragedie non si deve mai smettere di parlare. Perché troppe ed evitabili sono le migliaia di vite interrotte sull’asfalto.

Solo nel 2017 sono state 3.378 le persone che nel nostro Paese hanno lasciato genitori, fratelli, sorelle, costretti a vivere nella spirale senza fine del dolore.

In Umbria nello stesso anno si sono verificati 2.361 incidenti stradali, che hanno causato la morte di 48 persone e il ferimento di altre 3.258, con un incremento del 37,1% di vittime della strada, valore nettamente superiore al dato nazionale (+2,9%).

E se è vero che fino agli anni precedenti si era registrato un decremento dell’indice di mortalità nella nostra regione (nel 2016 si sono verificati in Umbria 2.382 incidenti stradali, che hanno causato la morte di 35 persone e il ferimento di altre 3.337), è anche vero che ora gli indicatori rivelano una triste inversione di tendenza.

Una strage che non conosce rimedi. Gli obiettivi della riduzione dei morti sulle strade sembrano irraggiungibili e l’anno che si sta per chiudere è uno dei peggiori per la sicurezza stradale.

«La mobilità è una componente della vita di tutti noi – spiega Sticchi Damiani, presidente Aci – ma non può esigere un così alto tributo umano, morale ed economico (i costi sociali ogni anno superano i 19 miliardi di euro). Soprattutto adesso, che le nuove tecnologie rendono le nostre auto così sicure da riuscire a scongiurare buona parte degli incidenti e a ridurre sensibilmente gli effetti di quelli che non si riescono ad evitare».

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