A rischio il futuro della Quintana

E adesso è a rischio il futuro della Giostra della Quintana.
Si teme che da oggi in poi nulla sarà come prima. Sono state depositate le perizie in Procura a Spoleto nell’ambito dell’inchiesta aperta nel giugno del 2017 che vede indagate 11 persone per maltrattamento di animali e frode sportiva. Come si ricorderà tutto è partito dalle indagini condotte dal Nas dei carabinieri di Perugia, sulla morte del cavallo del rione Giotti “Wind of passion”, perito a seguito della terribile caduta avvenuta al Campo de li Giochi, durante la Sfida della Quintana di Foligno.
Nel registro degli indagati sono finiti il presidente dell’Ente Giostra, Domenico Metelli, ma anche Lucio Cacace (presidente della commissione tecnica dell’Ente Giostra), Marco Pepe (presidente della commissione veterinaria), Francesco Carlini (responsabile del percorso), Rodolfo Gialletti e Gianmario Corsalini (entrambi componenti della commissione veterinaria), Maria Teresa Ferretti (responsabile dei servizi veterinari Asl di Foligno), Francesco Pandolfi (veterinario dell’Asl), Marco Terzarede (priori del Giotti), Massimo Elisei (veterinario del Giotti), Tomas Luzi (responsabile tecnico del rione Giotti).
Adesso dalle 1.200 pagine consegnate dai due periti, Giovanni Capecci e Marco Montana, emerge una situazione inquietante, vale a dire l’utilizzo di una pista il cui raggio di curvatura viene reputato troppo stretto e non idoneo, anzi pericoloso per i purosangue. Ma anche un sospetto di maltrattamenti di animali.
Ma andiamo per ordine.

«È da considerarsi imprudente – ha scritto nella sua perizia Capecci – da parte degli organi preposti al controllo aver autorizzato l’utilizzo di cavalli purosangue, sebbene non vietata, in un circuito di gara con caratteristiche (raggi di curvatura e fondo) non paragonabili a un ippodromo nonostante la velocità di gara sia equivalente». Prima di arrivare a tali estreme conclusioni Capecci ha effettuato numerosi sopralluoghi al Campo de li Giochi, come peraltro disposto dal pubblico ministero di Spoleto, Patrizia Mattei.
L’ingegnere ha dunque effettuato una serie di misurazioni circa lo sviluppo della pista di gara, puntando l’attenzione in particolar modo sulle curve e confrontandole direttamente con i disegni della progettazione curata dalla ditta Equiteria, l’azienda internazionale specializzata, per l’appunto, nella realizzazione di piste per campi di gara equestre.
Ripercorso anche l’escursus storico. Nel 2015 era stato il tecnico del ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Walter Baldini, ad aver indicato i tipi di pista da realizzare a Foligno, prendendo esempio dagli altri campi di gara costruiti in altre parti d’Italia. L’Ente Giostra aveva scelto la ditta Equiteria, la numero uno non solo in Italia ma in Europa, per la sua realizzazione. Una scelta mirata, tanto da portare a dire al presidente Domenico Metelli: «Facciamo il top delle piste, la più costosa, ma anche la più sicura d’Europa».
Staremo a vedere quali saranno le risposte difensive dei quintanari, che comunque si dovranno anche difendere dall’accusa di presunti maltrattamenti «per la somministrazione di lidocaina per mascherare i segni clinici che potevano portare a fermare il cavallo prima dell’incidente. Una somministrazione di anestetico locale per mascherare la sintomatologia di una lesione già presente prima della manifestazione o per evitare il presentarsi della stessa sintomatologia durante la manifestazione».
Ora la parola agli avvocati. In ballo c’è il destino stesso di una manifestazione storica (ripresa nel 1946 dopo un secolo di pausa) ispirata all’antica competizione equestre risalente al periodo medioevale, che come poche è in grado di riportare la città indietro nel tempo, quando le donne erano “Dame” e gli uomini “Messeri”.