“Riammassa et impera”, il motto che caratterizza la raccolta rifiuti

Il sistema del riciclo in Umbria è malato. Il cinquanta per cento della differenziata viene presa e buttata in discarica e tutto questo all’ombra di un’inchiesta che ha puntato il dito su un sistema di malaffare che opera in odore di mafia

discarica-01di Francesco Castellini – L’Umbria dei malefici prodigi. Da queste parti dal letame non nascono fiori, piuttosto qui certi opalescenti rifiuti possono trasformarsi come per incanto anche in diamanti purissimi. Su questi strabilianti “miracoli” vogliono vederci chiaro gli inquirenti di Perugia, mossi dal sospetto che i sacchi della spazzatura possano alimentare un sistema che opera in odore (si fa per dire) di mafia, capace di arricchire personaggi equivoci, magari coadiuvati da ditte private a capitale pubblico. L’indagine in corso servirà anche a comprendere fino in fondo il ruolo svolto dalla politica e da coloro che sono chiamati a controllare. Ma intanto la cosa, in attesa di delucidazioni, resta fonte di perplessità e di esalazioni insopportabili.

Ma al di là della questione “mafia” sulla quale si attende che si pronunci la Magistratura, ciò che indispettisce è che a ben vedere siamo in presenza di una grossa presa in giro, che vede come ignari protagonisti e vittime gli stessi utenti.

Funziona così: noi tutti pensiamo che quello pazientemente dividiamo con tanto scrupolo, animati da senso civico, venga riciclato e riutilizzato come ci è stato annunciato e promesso, ma la verità è un’altra.

Articolo completo su Umbria Settegiorni in edicola